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Centro anziani Casilino 23, il comitato di gestione si è dimesso: "Struttura inadeguata". Il municipio: "Presto nuove elezioni"

L'ex presidente Terziani: "La nostra richiesta di cambiare sede non è stata ascoltata". Podeschi: "Ha dei problemi ma non è vero che è inagibile. Non chiuderà"

Futuro incerto ma ancora da scrivere per il centro anziani Aurelio Marcolini di via Francesco Ferraironi 94 al Casilino 23. Da un lato ci sono le dimissioni di tutto il comitato di gestione con tanto di riconsegna delle chiavi, avvenute il 9 luglio scorso, in polemica con il V municipio per non aver trovato una sede alternativa da quella attuale, considerata non idonea. Dall’altro il municipio stesso che, interpellato in merito, fa sapere di non avere alcuna intenzione di interrompere la locazione dello spazio. A sopire le polemiche, almeno per il momento, l’emergenza sanitaria che da mesi ha congelato l’attività dei centri anziani, almeno fino al 30 settembre. All’inizio di luglio un’ordinanza della sindaca Virginia Raggi ha reso possibile la loro riapertura a determinate condizioni ma la molte di queste strutture sono rimaste chiuse.

E così è accaduto anche per il centro anziani Aurelio Marcolini che conta circa 600 iscritti e che, di mezzo, ha visto anche le dimissioni del comitato di gestione. Il motivo lo spiega a Romatoday l’ormai ex presidente Paolo Terziani: “La struttura è inadeguata, non ha uscite di sicurezza, non ha il bagno per i disabili e non ci sono finestre per il ricambio di aria. Ho scritto più volte agli uffici comunali competenti e al municipio per individuare una sede idonea ma siamo stati ignorati. Avevamo chiesto di poter utilizzare alcune aule della vicina scuola o i locali di Casale Garibaldi ma nessuna di queste proposte è andata a buon fine. Ci siamo dimessi perché non potevamo andare avanti così. ? avvilente perché nel quartiere non ci sono altri spazi per gli anziani. Quest’estate molte persone si sono viste nella piazzetta davanti alla chiesa ma presto non avremo più un posto dove incontrarci”.

Interpellato in merito il V municipio fa però sapere che il centro anziani non chiuderà. “In questo momento le 16 strutture del territorio sono tutte chiuse”, spiega il vicepresidente con delega alle Politiche sociali, Mario Podeschi. “Ma non appena sarà possibile riaprirli in sicurezza vista l’emergenza sanitaria in corso procederemo ad indire nuove elezioni per il rinnovo della cariche del comitato di gestione”, spiega. ? anche stato scritto nero su bianco in una nota del 7 agosto con la quale il presidente Giovanni Boccuzzi, Podeschi e l’assessore al Bilancio, Sandro Emiliani, chiedono al dipartimento capitolino Patrimonio e agli uffici municipali di attendere l’esito di tali elezioni prima di valutare un'eventuale cessazione della gestione della locazione che costa al Comune circa 18mila euro all’anno.

“Quella struttura non è esente da problemi ma non è vero che non è agibile”, ribatte Podeschi. “Non abbiamo intenzione di chiudere il centro anziani. In questi anni abbiamo cercato dei locali alternativi ma nel quartiere non ce ne sono. Casale Garibaldi al momento è oggetto di un ricorso al Tar e, in ogni caso, non è uno spazio adeguato. Abbiamo anche sondato la possibilità di realizzare una struttura leggera in uno dei terreni della zona ma sono tutti privati. Vista l’utenza non è nemmeno possibile realizzarlo troppo lontano”. Quale sarà il destino del centro anziani Aurelio Marcolini si dovrebbe capire tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Covid 19 permettendo. 

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