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Taranto Mia, a Centocelle un pezzo di Puglia (e d'Egitto): "Ecco perché ho scelto la periferia"

Mario Mossad è il titolare del locale aperto in via Filippo Parlatore. La sua storia a RomaToday: "Mi hanno consigliato Centocelle perché è in forte crescita"

Metà italiano, metà egiziano. La mamma è tarantina, il papà di Alessandria d'Egitto. Ventisei anni, cinque figli, 16 fratelli, un'ex moglie lituana, una moglie romena, un lungo elenco di attività di ristorazione gestite per qualche anno e poi passate di mano, per lanciarsi in qualche nuova avventura. A guardarlo in pausa, seduto a un tavolino del suo locale via Parlatore, non si direbbe che abbia un vissuto già così ricco alle spalle. Mario Mossad è il titolare di Taranto Mia, un locale di prodotti pugliesi aperto da pochi mesi nel cuore di Centocelle. Come lui, nel reticolato di strade che portano i nomi di alberi, fiori e botanici, fino a qualche anno fa sobborgo malfamato di periferia, tanti giovani imprenditori hanno accettato la sfida. 

"Avevo un'attività di ristorazione in via Cavour, in pieno centro, l'ho chiusa e mi sono trasferito qui. C'era un'agenzia immobiliare, una ragazza che veniva sempre a mangiare nel nostro locale mi disse che Centocelle aveva un gran futuro. Ho adocchiato questo posto e ho firmato subito il contratto di affitto". Cotto e mangiato. Taranto Mia è nato in pochi giorni. Qualche lavoretto di ristrutturazione e via con le pucce salentine, i panzerotti e le birre artigianali, ma anche la caciotta di Napoli. L'importante è che i sapori siano quelli del sud. Mario vive a Roma da otto anni, prima lavorava in Toscana, sempre a capo di piccoli esperimenti gastronomici avviati, realizzati, portati al successo e poi ceduti. "Mi è sempre piaciuto spostarmi, dopo un po' mi annoio". Centocelle invece non l'ha ancora stancato. 

Da un anno e mezzo porta avanti una piccola fetta di Puglia trapiantata in via Filippo Parlatore, con l'aiuto di cinque dipendenti e ottimi risultati. "Devo dire che ho trovato un luogo accogliente e i residenti hanno apprezzato molto" ripete soddisfatto. "Il fine settimana facciamo la 'mega padellata', 25 chili di pasta dentro una padella enorme e tutti quanti i clienti mangiano da lì. Ci divertiamo". Giovane ma già papà di cinque figli, sembra a suo agio in un quartiere come Centocelle, crocevia di mille anime. "Da un po' di tempo qui c'è molta vita". Purtroppo anche una buona dose di delinquenza, specie ai danni dei negozianti che investono in zona. 

"Da quando ho aperto ho subito sei furti, uno proprio il giorno dell'inaugurazione. Hanno tagliato le serrande". Non abbastanza per farlo desistere. "A breve aprirò un altro locale qui vicino, in via dei Gelsi". Un'altra Taranto Mia, ma in versione ristorante. "Sono 400 metri quadrati di interni e 200 esterni, mi piacerebbe pensare a una sorta di ristopub, magari anche con afterhour e apertura h24". In alternativa, perché no, una succursale in Egitto. "Sarebbe un sogno, non ci sono ancora mai stato". 

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