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Teatro Quarticciolo, battaglia per l'ennesima proroga: “Follia decidere in campagna elettorale”

Roberto Mastrantonio, presidente del VII Municipio, torna a parlare del destino del teatro e accusa il Pdl: "Casa della drammaturgia? Una scusa per garantire qualche nomina"

Una follia decidere le sorti del teatro Quarticciolo nel bel mezzo di una campagna elettorale che già si annuncia rovente e senza esclusione di colpi. Così almeno la pensa Roberto Mastrantonio, presidente del VII Municipio, che nella giornata di ieri è tornato a parlare del futuro del piccolo teatro di via Ostuni, inserito dal Campidoglio nel piano della Casa della Drammaturgia.

Un teatro, il Quarticciolo, che negli ultimi ha offerto una programmazione di tutto rispetto a prezzi contenuti, ma che per il quartiere è molto di più che un’eccellenza artistica: promuove la cultura, coinvolge i giovani e li tiene lontani dalla strada. E un teatro fondamentale per buona parte di Roma Est, considerando ad esempio che nel vicino quartiere Pigneto i teatri mancano (quasi) del tutto. Da dicembre, però con la Casa della drammaturgia, si cambia tutto.

Presentato dall’assessore Dino Gasperini il progetto prevede infatti una nuova gestione per i così detti teatri di cintura, oltre al Quarticciolo, il Teatro del Lido di Ostia e il Teatro Tor Bella Monaca. Nel caso del Quarticciolo, l'Ente Teatro di Roma, che fino ad oggi si era occupato della gestione, verrà rimosso dal suo incarico. E un progetto che preoccupa non poco il presidente del VII Municipio Roberto Mastrantonio che spiega: “A parte la vaghezza dei piani che riguardano la Casa della drammaturgia, la nostra paura è che il Quarticciolo, il più piccolo dei teatri di cintura, diventerà una sorta di sala parrocchiale”. Finora dal Campidoglio si era parlato di un investimento di un milione e 800mila euro, soldi che però restano solo sulla carta perché il bilancio comunale non è stato ancora approvato.

Intanto il teatro tira avanti a proroghe: a giugno scorso l’ennesima dilazione, che però scadrà solo tra pochi mesi, il 31 dicembre. Il tempo insomma stringe: “A settembre – afferma il presidente del VII Muncipio – sarà necessario aprire un altro tavolo, e lì chiederemo un’altra proroga, almeno fino a giugno o a settembre 2013, in attesa che in Campidoglio si insedi la nuova amministrazione, che dovrà chiarire se e come intende portare avanti il progetto della Casa della drammaturgia”.


E mentre infuria la buriana delle elezioni qualsiasi piano risulterebbe poco credibile e in odore di clientelismi. “Da gennaio saremo in piena campagna elettorale, ma immagina la bufera che si scatenerà? Decidere le sorti del teatro allora sarebbe solo un pretesto per garantire qualche nomina, per posizionare delle caselle e condizionare la prossima amministrazione”. In soldoni: da settembre riparte la battaglia per ottenere l’ennesimo rinvio. Una condicio sine qua non, ma per salvare il Quarticciolo, secondo la sinistra, servirà ben altro. Zingaretti al Campidoglio, ad esempio.

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