Sabato, 24 Luglio 2021
Velletri Scalinata prigionieri austro-ungarici

Velletri: la Scalinata dei Prigionieri Austro-Ungarici, simbolo della Prima Guerra Mondiale

Grazie a un gruppo di appassionati di storia locale sono stati identificati tutti gli 83 nomi dei prigionieri austro-ungarici che dopo la prima guerra mondiale costruirono l’omonima scalinata

La Scalinata dei Prigionieri Austro-Ungarici

La “Scalinata dei Prigionieri Austro-Ungarici”, intitolata così per il centenario della Prima guerra Mondiale, è da sempre utilizzata dai veliterni, ma pochi conoscono la sua storia.

La scalinata fu costruita proprio da alcuni dei prigionieri austro-ungarici della Prima Guerra Mondiale, durante la loro permanenza a Velletri, impiegati come manodopera nei lavori stradali e ferroviari. Molti di loro, poco più che ventenni, non fecero mai ritorno casa, morendo a Velletri tra l'ottobre del 1917 e il dicembre del 1919.

Ufficialmente morirono quasi tutti di malaria, ma probabilmente la vera causa, allora censurata, fu l’influenza spagnola oltre ad un caso di omicidio mai chiarito.

Su iniziativa di un gruppo di cittadini appassionati di storia di Velletri, Fabio Taddei, Luca Leoni, Tonino Parmeggiani e Roberto Zaccagnini, è stato fatto un meticoloso lavoro di ricostruzione storica negli archivi comunali e cimiteriali e sono stati ritrovati i nomi di tutti gli 83 prigionieri che prestarono la loro manodopera alla costruzione della scala, i cui resti riposano nell'ossario del cimitero comunale.

Una prima ricerca aveva permesso solo di scoprire i nomi di 74 prigionieri, ma ora la tabella turistica ai piedi della scalinata è completata. Le nazionalità dei lavoratori coprono gran parte dell'Europa centro-orientale: 29 Austriaci, 18 Cechi,  15 Polacchi, 8 Ungheresi, 4 Ucraini, 3 Slovacchi, 3 Sloveni, 1 Croato,1 Italiano e 1 Tedesco

"L’Italia vinse quella guerra con enormi perdite umane, ma è giusto ricordare le altrettanto enormi perdite di un esercito allora nemico tra le cui fila, paradossalmente, vi erano anche soldati provenienti da regioni e territori del Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, oggi italiani ma allora appartenenti all’ex Impero Austro-Ungarico - spiegano i cittadini che hanno portato avanti le ricerche di ricostruzione storica - E’ giusto ricordare questa parte di storia cittadina, a memoria e monito per le generazioni future. I resti di questi 83 soldati riposano nel grande ossario del cimitero monumentale di Velletri ed i loro nomi sono registrati nell’archivio cimiteriale".

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