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Salvato un falco pecchiaolo dall'incendio del Monte Artemisio

Dopo l'incendio del Monte Artemisio i Guardiaparco hanno messo in salvo un esemplare di falco pecchiaolo che si nutre di api e di miele e che era rimasto stordito dai fumi e dall'acqua gettata per domare l'incendio

L'esemplare salvato dai guardiaparco

L'incendio di Monte Artemisio di alcuni giorni fa ha messo in pericolo anche le numerose specie animali che vivono in questa zona del Parco dei Castelli Romani. Poche ore dopo l'incendio i guardiaparco hanno messo in salvo un esemplare di falco pecchiaiolo: l'animale, stordito, è stato trovato ai margini della zona interessata dal fuoco, probabilmente intorpidito dal fumo o colpito dai lanci effettuati da canadair ed elicottero per domare le fiamme.

Si tratta di un giovane falco pecchiaolo, rapace già segnalato sporadicamente nell'area naturale protetta e di cui non è stata mai accertata la nidificazione in loco. Il falco pecchiaiolo  è un rapace 'sui generis', si nutre infatti di api e vespe  e si ciba anche del miele contenuto nei favi.

I Guardiaparco hanno consegnato il falco al Centro per il Recupero della Fauna Selvatica della Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) di Roma; si ritiene la specie stabile nella maggior parte dei Paesi europei, in Italia viene stimata una popolazione riproduttiva di meno di 2000 coppie.

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