Velletri Piazza Giovanni Falcone

Precari della giustizia: da tre mesi in mobilitazione, aspettano ancora lo stipendio di dicembre

Continua la mobilitazione dei precari della giustizia tra cui quelli del tribunale di Velletri che da mesi chiedono risposte sulla loro condizione. Per l'assessore regionale Zezza le loro proteste sono immotivate

Foto del presidio sotto la regione Lazio nel dicembre scorso

Continua la mobilitazione dei precari della giustizia della Provincia di Roma che coinvolge anche i lavoratori del tribunale di Velletri che ormai da dicembre chiedono chiarimenti sulla loro situazione, dopo che per tre mesi non sono stati pagati con i loro 300 euro di rimborso spese e con molta difficoltà stanno ricevendo le loro mensilità pregresse.

I precari in mobilitazione si sono incontrati in una riunione insieme ai sindacati per chiedere alla Regione Lazio di prender parte a un tavolo “interistituzionale” per aprire un percorso di un futuro lavorativo stabile che non vanifichi l'esperienza accumulata negli ultimi anni come lavoratori/stagisti precari della giustizia.

I lavoratori hanno programmato le prossime iniziative tra cui nelle giornate di oggi e domani il blocco delle attività lavorative con timbratura a inizio e fine turno, un presidio sotto il ministero della Giustizia per lunedì 5 marzo a cui seguirà un'incontro con il presidente della Corte D'Appello di Roma e successivamente le organizzazione sindacali il 9 marzo parteciperanno a un incontro presso il ministero competente.

L'assessore alle politiche del Lavoro della Regione Lazio Marialle Zezza non condivide la mobilitazione dei lavoratori/stagisti precari in quanto viene offerta loro una possibilità di formazione lavorativa e il ritardo dei pagamenti è dovuto, a suo avviso, alle procedure burocratiche: " Sarebbe bastata una telefonata per scoprire che il pagamento delle indennità di dicembre è già stato effettuato e che quello di gennaio è in fase di lavorazione. Come i tirocinanti sanno bene, le indennità mensili possono essere corrisposte solo dopo una verifica delle attestazioni di presenza inviate dagli Uffici Giudiziari".

"Si tratta di un rimborso di circa 300 euro, aggiuntivo rispetto al trattamento di cassa integrazione o di mobilità percepito, per il quale valgono le stesse regole applicate a tutti gli altri lavoratori svantaggiati. Evidentemente, però, qualunque pretesto è valido per denigrare una buona azione amministrativa. Se iniziative come queste - conclude Zezza - auspicate e sollecitate da molti altri lavoratori in difficoltà, creano disagi e malcontento, sarà opportuno valutarne il proseguimento nello stesso ambito".

Di opinione totalmente diversa la CGIL che con il segretario del comprensorio Pomezia-Castelli Romani Pino Cappucci che ha chiesto uno sblocco immediato dei pagamenti: “Diamo il nostro appoggio ai 350 lavoratori e lavoratrici in cassintegrazione e mobilità cha da un anno e mezzo prestano servizio presso gli uffici giudiziari di Roma e provincia”. 

“I lavoratori  sono ora in agitazione e il 5 marzo saranno sotto il Ministero di Grazia e Giustizia per sollecitare l’azione della Regione, che ha assunto l’onere e la responsabilità del tirocinio avviato dalla Provincia. Infatti da dicembre ai lavoratori non vengono erogate le indennità di tirocinio e molti di loro si sono ritrovati senza reddito poiché anche l’Inps non ha le coperture per provvedere a molte delle mobilità in deroga - spiega Cappucci - I precari in servizio presso i tribunali chiedono inoltre risposte sulla prosecuzione della propria esperienza, se cioè ci sarà o meno il prolungamento del progetto per altri sei mesi. La  Cgil reclama l’immediato pagamento degli arretrati e chiede alla Regione l’apertura di un tavolo in cui si possa discutere il futuro di questi lavoratori, sollecitando l’inserimento e la stabilizzazione negli uffici in cui già operano. Questo non solo per garantire un reddito ai 350 precari coinvolti, ma anche perché in questi mesi essi hanno fornito un essenziale contributo per il funzionamento degli uffici giudiziari della provincia, da tempo sott’organico, ed il consolidamento di questo lavoro sarebbe fondamentale per il buon andamento della giustizia nel nostro territorio".

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