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Velletri: la Comunità Ebraica contro l'intitolazione di una via a Ettori Muti

Ettori Muti è stato segretario Nazionale del Partito Fascista, nel 2002 l'amministrazione comunale di Velletri targata AN gli dedicò una via, mai convalidata dal prefetto. Nel giorno della memoria la Comunità ebraica contesta l'intitolazione

Ettore Muti, segretario del Partito Fascista nel biennio 1939-1940

“Intestare una via ad Ettore Muti? Un carnefice! Ma allora facciamo finta? Ma da che parte stiamo? Nella vita bisogna scegliere da che parte stare! I fascisti erano colpevoli quanto i nazisti”: dure le parole della Comunità Ebraica di Roma e del suo rappresentante Georges De Canino che lo scorso lunedì ha preso parte in occasione della Giornata della Memoria a una conferenza presso l'Istituto Cederna di Velletri a proposito dell'intitolazione di una strada al segretario del Partito Fascista che fa tanto discutere dopo 12 anni.

Nel 2002 l'allora sindaco di Velletri, Bruno Cesaroni esponente del partito di Alleanza Nazionale, con una delibera di giunta intitola proprio all'ex gerarca fascista Ettori Muti una via, per cui non è mari arrivata l'autorizzazione del Prefetto come prevede la normativa in materia di toponomastica. Con il cambio di amministrazione comunale a guida PD si auspicava in un ripensamento sull'intitolazione a un personaggio così discusso, ma nulla da fare la via resta così.

Via Ettore Muti non è l'unica via veliterna dedicata a esponenti del ventennio fascista, solo pochi anni fa via Cesare Cesaroni ex podestà di Velletri è stata intitolata a Ilaria Alpi su impulso dell'allora consigliere comunale, Fabio Taddei.

Proprio l'ex consigliere comunale, prima nel Partito Democratico e ora fondatore del movimento civico Velletri Libera, ha sollevato più volte la questione di via Ettore Muti e commenta così la presa di posizione della comunità ebraica: "La nostra città è medaglia d’argento al valore civile proprio per i bombardamenti subiti a causa di quel regime col tributo del 60% del patrimonio storico andato perduto per sempre e di oltre 2.000 civili morti. Anche chi è di destra rifiuta questa intitolazione proveniente direttamente dal regime del ventennio perché non è della destra democratica di oggi".

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"E’ un dovere togliere quell’intitolazione e la città non può pagare la scarsa preparazione culturale di chi invece dovrebbe averne per il ruolo che ricopre. Nel frattempo è già pronta una lettera da inviare in Prefettura e ad altre autorità politiche competenti nazionali al fine di sanare questo problema", ha annunciato l'ex consigliare Taddei.

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