Sabato, 15 Maggio 2021
Castelli

Al lago di Castel Gandolfo scoperta un’antica cisterna romana

L'esistenza del manufatto è stata comunicata dall'associazione Arco di Diana alla Soprintendenza. Risale all'epoca tardo-repubblicana

La cisterna romana. Foto dell'Ass. Cult. Arco di Diana

C’è una grande cisterna romana, probabilmente di età repubblicana, a ridosso del lago Albano. I volontari dell’Associazione Arco Di Diana hanno mostrato le immagini di questo colossale manufatto idraulico, situato a valle di Castel Gandolfo.

La cisterna romana

La cisterna si trova nei pressi di Via Antonio Gramsci. L’entrata alla camera ipogea si trova sopra il livello del Lago, a circa 22 metri di altezza ed è separata dal manto stradale da un breve camminamento.  L’ambiente, che presenta una forma quadrangolare, è profondo 21 metri, largo 11 e alto 15. Il recente sopralluogo ha messo in mostra dei crolli, probabilmente causati dall'esposizione dei flussi di acqua, come testimoniato dal rilevamento di forti quantità di carbonato di calcio sulle pareti.

Il parere della Soprintendenza

Il manufatto, segnalao dai volontari dall’Associazione Arco di Diana APS, ha catturato l’attenzione della Soprintendenza. “E’ di grandi dimensione e davvero degna di nota” ha premesso l’archeologa Simona Carosi “molto probabilmente è legata ad un sistema di captazione delle acque per strutture tardo-repubblicane attorno al lago, come il Ninfeo Dorico, poco distante” ha chiarito Carosi.

La genesi della scoperta

La presenza di questo edificio, ai residenti della zona, era noto da tempo. “Nel 1983 un abitante della zona ci aveva raccontato di un luogo in cui aveva trovato riparo, quando era un bambino, per sfuggire ad un aereo tedesco. Incuriositi dal racconto, insieme a Carlo Salvagno ed Angelo Capri, ci siamo messi alla ricerca della cunetta dentro la quale, durante la guerra, questo bambino si era nascosto. Vi si accedeva da un foro nel terreno - ha spiegato Riccardo Bellucci, dell’associazione Arco di Diana - una volta entrati, abbiamo acceso le torce e, con un certo stupore, abbiamo potuto ammirare questo enorme manufatto”. 

Possibili sviluppi

La cisterna, che non era menzionata nei lavori del professor Giuseppe Lugli, archeologo ed accademico a cui si deve un’approfondita ricognizione delle aree attorno al Lago, ha catturato l’attenzione della Soprintendenza che ora, insieme all’associazione Arco di Diana, sta valutando la possibilità di creare un modello tridimensionale.

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