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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Castelli

Post-referendum: i comitati festeggiano l'Acea no

I comitati promotori dei referendum festeggiano, in particolare i comitati per l'acqua pubblica dei Castelli Romani che hanno fronteggiato l'emergenza arsenico nei mesi scorsi. Non la pensa così l'Acea

Dopo i risultati dei referendum è tempo di bilanci e di ripensare al sistema di gestione dei servizi pubblici in particolare quello dell'acqua. Nei Castelli Romani dove nei mesi scorsi si è affrontato il caso dell'acqua all'arsenico i comitati promotori del referendum hanno espresso tutta la loro soddisfazione.

Per i comitati dell'acqua dei Castelli Romani la vittoria al referendum "è stata un’onda meravigliosa, che ha travolto ogni previsione.  Le grandi società e la politica che hanno assecondato per anni la gestione privata dell’acqua nei Castelli Romani dovranno fare un passo indietro, restituendo ai cittadini i beni essenziali per la vita, quali l’acqua e l’energia. La vittoria schiacciante dei si e lo storico raggiungimento del quorum sono una vittoria ascrivibile solo ai cittadini, che tenacemente hanno criticato il modello di gestione pubblico-privata di Acea Ato 2 spa, voluta trasversamente dai partiti del centrodestra e del centrosinistra, da Moffa a Veltroni".

Il lavoro dei comitati non si ferma: "Tutti i comitati saranno pronti a chiedere gli atti concreti che i cittadini si aspettano: immediata convocazione dell’assemblea dei sindaci dell’Ato 2 per stabilire tempi e modi per la ripubblicizzazione della gestione del sistema idrico; immediata convocazione dei consigli comunali per dichiarare l’acqua come bene senza rilevanza economica, richiesta che il movimento per l’acqua pubblica ha già presentato in molti comuni; immediata revoca di quelle delibere di giunta che, basandosi sull’articolo 23 bis, preparavano la privatizzazione dei gestori dei rifiuti, come nel caso della Volsca di Velletri e Albano".

A Genzano, il paese con l'affluenza record del 67%, Emanuele Menicocci, coordinatore del comitato Acqua bene comune, ha commentato in modo positivo il risultato ottenuto come vittoria della società civile: "Genzano è stato il paese dei Castelli con la maggiore affluenza, testimonianza della vicinanza della società civile e dell'impegno dei comitati che hanno sensibilizzato la cittadinanza. E' stato unn anno molto intenso: raccolta firme, i problemi con l'arsenico, i rapporti con l'Acea, l'apertura dello sportello di assistenza ai cittadini, la mozione in consiglio comunale. Un duro lavoro ripagato a Genzano con un'elevatissima affluenza del 67%. Da coordinatore ringrazio tutte le forze che hanno partecipato al coordinamento. Mi auguro che il nostro lavoro non si fermi: bisogna far applicare ai comuni quanto uscito dal referendum. A Genzano abbiamo una nuova amministrazione che di dovrà dare prova di quanto affermato in campagna elettorale. Il lavoro deve continuare, abbiamo dimostrato come un contenitore con diverse provenienze abbiano ottenuto un ottimo risultato nell'assenza dei partiti. E' la vittoria dei comitati e dei cittadini".

Se i comitati sono estremamente soddisfatti in tutti i Castelli Romani dove anche nella zona tuscolana da Frascati, Grottaferrata e Monteporzio si sono riscontrati alti dati di affluenza, con il plauso del locale comitato che ha percepito fin dalla campagna elettorale che "il vento stesse cambiando", la festa di certo non è piaciuta all'Acea che nella giornata di ieri ha diffuso un laconico comunicato dopo il consiglio di amministrazione.
In attesa dei provvedimenti legislativi l'Acea si legge nel cominicato non muterà il posizionemento sul mercato idrico, ma dovrà valutare la sostenibilità degli investimenit programmati. Alternativamente, Acea indirizzerà le proprie risorse in Italia negli altri business dove l’Azienda è parimenti leader, distribuzione e produzione elettrica, energie rinnovabili, trattamento e smaltimento dei rifiuti e all’estero.

Evidentemente ora l'acqua non è più un'investimento garantito e bisogna mettere in conto il rischio di impresa, quindi meglio abbandonare l'affare e dirigersi verso settori molto più remunerativi.

 

 

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