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Marino: un ambulatorio ostetrico per sole immigrate ed è polemica

Presso l'ospedale di Marino è stato attivato un ambulatorio ostetrico per sole donne immigrate, subito si accende la polemica: perché ghettizzare le donne straniere nel percorso verso la maternità?

Un Ambulatorio Ostetrico per donne immigrate è stato attivato presso l'Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia del Polo Ospedaliero di Marino: questa la notizia che sta suscitando tante polemiche nel mondo politico e nei movimento per le donne. Un'apertura di un consultorio per donne immigrate che coincide con l'avvio dell'esame in consiglio regionale della tanto discussa legge Tarzia sui Consultori.

Nell'intento dei promotori del nuovo servizio sanitario c'è quello di riconoscere il diritto alla salute e una corretta informazione per la tutela di madre e figlio sviluppando capacità di accoglienza e di ascolto. Nel nuovo ambulatorio sarà presente un mediatore culturale per rispondere alle esigenze di un aumento della popolazione straniera dei Castelli e delle partorienti che si rivolgono all'ospedale San Giuseppe di Marino.

L'iniziativa ha uno scopo sociale lodevole perché spesso le donne immigrate, provenienti da culture diverse, hanno un approccio diverso alla maternità e non sempre sono consapevoli dei diritti di tutela alla salute del nostro paese, specie se irregolari.

Ma quello che si sono chiesti politici e movimenti di donne è stato: perché ghettizzare le donne immigrate? Non posso godere degli stessi servizi delle cittadine italiane?

Il consigliere regionale del PD Tonino D'Annibale è stato molto duro sul provvedimento: "Con questo servizio per sole donne immigrate - ha affermato - si torna ad un passato remoto tragico e niente affatto in sintonia con il solidarismo cattolico e di stato laico. Ci sembra di stare anche se siamo contenti di non aver vissuto quelle situazioni, in una sorta di Sud Africa dell'Apartheid o, peggio ancora, negli stati del sud degli USA dove a controllo delle abitudini separatiste agivano gli squadroni del K.K.K"

Altrettanto critica Cristina Nuzzo, Assessore alla Pace e alla solidarietà del Comune di Ciampino: "Con questo servizio - afferma l'assessore - si torna indietro di cento anni inserendo un altro elemento della cultura che porta all'emarginazione degli immigrati ed a ragionare in maniera disgiunta di accoglienza, solidarietà e anche di giustizia. È auspicabile che si compiano dei passi in avanti nel processo di accoglienza e non possiamo accettare che provvedimenti di questo tipo annullino quello che con tanta fatica si è costruito negli anni. Chiederemo con forza che la Polverini annulli questo provvedimento".

Dalle colonne del sito dell'associazione Vita di Donna Elisabetta Canitano, ginegologa e presidente dell'associazione che si occupa della tutela della salute delle donne è chiara sull'ambulatorio marinese per sole donne immigrate: "L'apertura di un ambulatorio riservato alle gestanti immigrate, nella peggiore delle ipotesi è un gesto di discriminazione inaccettabile. Nella migliore, è un gesto caritatevole che trascura completamente la necessità del rispetto del 'percorso nascita', che è lo stesso sia per le straniere che per le italiane. Esiste un percorso nascita, approvato dal commissario governativo e proposto dalla precedente Giunta di centrosinistra, che è dovere di ogni azienda sanitaria applicare, che garantisce salute e informazione per tutte le donne italiane e straniere"

La Canitano auspica regole civili sull'assistenza alla maternità, visti anche i tristi casi di cronaca_ "Se non si applicano le regole che fanno dell'assistenza alla maternità un'assistenza civile, e quindi si tollera il far west, come gli ultimi fatti di cronaca ci ricordano, non si può pensare di rimediare con una modalità che, razzista o no, con una sanità moderna non ha niente a che vedere".

Dall'Asl RmH tendono a precisare che il nuovo servizio non si sostituisce a quelli tradizionali, ma facilita l'accesso al servizio delle donne immigrate spesso irregolari. Le immigrate sono subito indirizzate al percorso di cura senza passare per graduatorie, liste d'attesa e pagamento del ticket.

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