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Covid-19, l’Asl Roma 6 scende a 13 casi. Nella RSA di Genzano videochiamate per i pazienti

Dati ancora in calo per i contagi, nella giornata odierna solamente 13. Intanto è iniziato il trasferimento verso le strutture ospedaliere degli ospiti positivi al Coronavirus nelle RSA dei Castelli Romani

La Rsa Covid Pubblica di Genzano

Il trend dei contagi dell’ASL Roma 6 è in linea con quello dell’intera Regione Lazio: nella giornata odierna registrati solamente 13 nuovi pazienti positivi al COVID-19.

Nei Castelli Romani si va stabilizzando la situazione delle residenze per anziani e sono iniziati i trasferimenti dei malati verso strutture più idonee. Dalla RSA San Raffaele di Rocca di Papa sono già stati trasferiti 81 pazienti in altre strutture ospedaliere e 8 pazienti alla RSA pubblica di Genzano. Proprio sul focolaio della residenza di Rocca di Papa la Regione Lazio ha deciso di trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica di Velletri.

 Trasferiti anche 17 pazienti dalla RSA San Raffaele di Montecompatri in altre strutture ed è stata seguita sanificazione a Villa delle Querce.

Nella RSA Pubblica di Genzano attivo il servizio di videochiamate con i parenti

Aperta e operativa in tempi record all’interno dell’ex ospedale “De Sanctis” di Genzano la prima RSA Covid pubblica del Lazio. La struttura ha ricevuto la visita del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e dell'assessore regionale alla salute Alessio D'amato.

Grazie alla donazione di HUAWEI è stato, inoltre, attivato un servizio di videochiamate con i parenti che possono tenersi costantemente informati sullo stato di salute dei propri cari.

“Le RSA stanno attraversando un momento di difficoltà – spiega il Direttore Generale della ASLRoma6, Narciso Mostarda - , abbiamo accettato la sfida e con un grande sforzo abbiamo aperto la prima RSA pubblica COVID19 dedicata. In questa prima fase sono stati messi a disposizione, in tempi record e con tutte le procedure di sicurezza previste, i primi venti posti letto destinati a pazienti covid che non necessitano di cure ospedaliere, a cui se ne aggiungeranno in seguito altri 20”.

“Un ringraziamento particolare va a tutti gli operatori, a tutti i tecnici e agli amministrativi che hanno consentito il raggiungimento di questo straordinario risultato. La tutela della salute è sempre stata al centro del sistema pubblico. L’esperienza COVID ci sta dicendo che non dobbiamo delegare responsabilità e decisioni”.

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