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Ariccia: tutto esaurito per la 67° edizione della Sagra della Porchetta

Un successo ormai scontato che richiama ogni anno migliaia di turisti da tutta Italia per gustare il celeberrimo panino con la porchetta di Ariccia accompagnato da un buon bicchiere di vino

La Sagra della Porchetta di Ariccia

Non poteva che essere così: un successone. Si è chiusa nella serata di ieri la 67^ edizione della Sagra della Porchetta di Ariccia, un evento che richiama da tutta Italia migliaia di turisti pronti a tutto pur di gustare un buon panino alla porchetta che durante il pomeriggio viene lanciato quest'anno dal palco di Piazza di Corte, in una gioiosa competizione a chi ne afferra di più. Tremila quelli che i turisti si sono contesi.

Con orgoglio il sindaco di Ariccia Roberto di Felice ha mostrato su Facebook le foto di una piazza di Corte e un Ponte Monumentale stracolmo di turisti, una "folla imponente" come l'ha definita lo stesso primo cittadino. Altrettanto imponenti le misure di sicurezza antiterrorismo: barriere di cemento inserite all'inizio e alla fine di ogni tratto pedonale, accessi laterali al ponte monumentale presediati da volanti delle forze dell'ordine, dispiegamento di uomini e mezzi per garantire il corretto funzionamento dei tre giorni di festa.

Nonostante le imponenti misure di sicurezza, i turisti hanno subito colto l'occasione di sfruttare le barriere di cemento antisfondamento per uno scopo più ludico: sedercisi per mangiare un panino, bere un bicchiere di vino o gustare un gelato. Quasi come a integrarle nella vita quotidiana e nel clima di festa.

Oltre alla goliardia e all'enogastronomia non è mancato l'aspetto culturale anche in questa sagra: visite a palazzo Chigi, mostre e il tradizionale corteo storico a cura dell'Archeoclub ariccino. Un tuffo nel passato di Aricia (con una sola c), una delle città più antiche e importanti del Latium Vetus, che tra i culti aveva anche quello di Demetra e Kore, Cerere e Proserpina per i Romani, localizzato nel lato ovest di Valle Ariccia.

Il corteo in costume, che mimava la discesa degli aricini verso i campi, uscito da Palazzo Chigi ha attraversato nel pomeriggio di sabato scorso il Corso Garibaldi per tornare nuovamente nel centro città con i doni di Cerere: farro, orzo, lenticchie, fave e focacce e il maialino votivo arrostito per intero, l’antenato della moderna porchetta di Ariccia, la più nota che da cibo venduto dagli ambulanti ha oggi il marchio IGP ed è prodotto di esportazione.

Alla dea Cerere sabato 2 e domenica 3 settembre è stata dedicata anche la mostra “La dea Cerere nella valle di Ariccia e l’origine della porchetta” presso la Locanda Martorelli-Museo del Grand Tour, che ha coinvolto studiosi e visitatori sino a tarda notte con l’esposizione di foto, abiti e riproduzioni di gioielli antichi legati al culto della dea del grano.

“Ringrazio il Sindaco Roberto di Felice, il Consigliere Giorgio Leopardi, il Comitato Festeggiamenti, la Protezione Civile e i vigili urbani che ci hanno supportato – ha dichiarato il presidente di Archeoclub Aricino Nemorense Maria Cristina Vincenti - permettendoci di realizzare un evento nell’ambito di una manifestazione che ha coinvolto tante persone. Siamo orgogliosi di produrre cultura che sia in grado di valorizzare il territorio in cui viviamo e la sua economia”.

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