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Ariccia: Cianfanelli risponde alla Polverini sull'ospedale dei Castelli

Il sindaco di Ariccia, Emilio Cianfanelli, replica a Renata Polverini in merito alla situazione della costruzione dell'Ospedale dei Castelli Romani

"Non ci riconosciamo tra i demagoghi di cui ha parlato la Presidente Polverini a margine della visita odierna all’ospedale di Frascati" - così esordisce il sindaco di Ariccia Emilio Cianfanelli dopo le affermazioni di Renata Polverini che a chi le chiedeva il destino dell'Ospedale dei Castelli aveva dichiarato:  "Nessuno ha detto no. In questo momento, come sanno bene le persone che fanno demagogia, il Patto per la Salute prevede che non si possa continuare ad investire in strutture pubbliche in assenza di un piano di rientro accolto. Dal mese di ottobre sapremo dire le scelte di questa amministrazione".

Chiaro è il sindaco di Ariccia nello spiegare che l'Ospedale dei Castelli esula dal piano di rientro sanitario: "Poiché fa demagogia chi non conosce i fatti. E i fatti, inoppugnabili perché perfettamente aderenti alle leggi dello Stato, sono che la costruzione dell’Ospedale dei Castelli non dipende dal Piano di rientro né dal Piano di Ristrutturazione della Rete ospedaliera. La costruzione dell’Ospedale dei Castelli è stata stabilita da un Accordo di Programma firmato dal Presidente della Regione Lazio, dal Direttore della Asl RmH e dal Sindaco di Ariccia, utilizzando una legge dello Stato e tutti e tre (Presidente, Direttore e Sindaco), nel rispetto della legge, devono onorare l’Accordo sottoscritto. Giacché, oltretutto, ci sono tutti gli Euro per la costruzione dell’Ospedale (Delibera della Giunta Regionale n.1059 del 28.12.2007 che stanzia le risorse necessarie per l'Ospedale dei Castelli. Con successiva Determinazione n. 1367 del 8.4.2008 è stato approvato il progetto ed impegnate le somme per gli anni 2008, 2009, 2010. E con il parere favorevole definitivo del nucleo di valutazione espresso in data 16.2.2010)".

"La decisione di non fare l’Ospedale vedrebbe protagonista la sua Giunta della revoca dell’Accordo di Programma - continua Cianfanelli - della revoca della delibera di impegno del 2007 e la revoca della determinazione del 2008 e dell’apertura di un contenzioso legale milionario con la ditta appaltatrice. E chiaramente il dissenso dei Comuni dei Castelli Romani che, sulla base delle leggi statali, chiederanno il rispetto dei patti da parte sua e delle sua Giunta regionale".

Cianfanelli delinea il possibile assetto della sanità della provincia di Roma per tutelare la salute dei cittiadini: " Io non ho i timori sopra enunciati, perché sono certo che lei sarà la naturale paladina del diritto alla salute dei cittadini dei Castelli Romani. Salute che si tutela con la costruzione dell’Ospedale dei Castelli, con l’individuazione di un unico ospedale dell’area tuscolana, con il potenziamento dell’ospedale di Velletri e con il completamento dell’ospedale di Anzio. Sono altresì certo che lei non si presterà al tentativo, tutto romano e consociativo, di non dare ai cittadini dei Castelli strutture di riferimento uguali e migliori. Il mio vuole essere un contributo che mi permetto di offrirle al fine di evitare dannosi e non più sostenibili squilibri tra Roma e i Comuni dei Castelli".

In ultimo Cianfanelli invita il presidente ad un incontro e confronto con i SIndaci del territorio e convoca il collegio di vigilanza per la costruzione dell'ospedale: "Sarebbe pertanto per noi un onore che lei, ancora prima di editare il Piano di Ristrutturazione della Rete ospedaliera del Lazio, sentisse il bisogno di un serio confronto con i Sindaci dei Castelli Romani. Le metto sin d’ora a disposizione la Sala Maestra di Palazzo Chigi per questo incontro. In ultimo, in qualità di Presidente del Collegio di Vigilanza per l’attuazione dell’Accordo di Programma per la realizzazione dell’Ospedale dei Castelli, ho convocato per il 4 ottobre il Presidente della Regione Lazio, il Direttore della Asl RmH e il Rup. Il Collegio di vigilanza, secondo le legge dello Stato, delibera a maggioranza e ha il potere di sostituirsi agli organi inadempienti".     

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