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Sabato, 4 Dicembre 2021
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Abusivismo nei Castelli Romani, tavolo tecnico tra i Sindaci

Si è tenuto nella giornata di ieri presso la sede della Comunità montana a Rocca Priora un incontro dei sindaci dei Castelli Romani per adottare una linea comune sul tema delle demolizioni. I cittadini presenti con un sit-in

Le demolizioni delle case abusive e non sanate sul territorio dei Castelli Romani: questo il tema che ha visto sedersi intorno a un unico tavolo i sindaci dei Castelli Romani che ieri si sono incontrati a Rocca Priora nella sede della XI Comunità montana per trovare una soluzione condivisa.

Ricordiamo che per gli effetti di un protocollo di intesa tra la Regione Lazio e la Procura di Velletri si è deciso di utilizzare il pugno duro nei confronti dell'abusivismo edilizio, eseguendo le azioni di demolizione stabilite dalle sentenze passate in giudicato.

Da alcuni mesi diversi comuni castellani si sono attivati per dare seguito alle richieste della Procura, richieste che però si scontrano contro risvolti di tipo sociale e vanno a toccare numerosi nuclei famigliari.

Durante l'incontro dei sindaci, era presente con un presidio sotto la sede della Comunità Montana anche una delegazione del comitato cittadino "Equi diritti" che si batte per evitar le demolizioni.

"I comuni interessati hanno finalmente capito di confrontarsi su una linea comune riguardo ad un tema che potrebbe potenzialmente riguardare decine di migliaia di famiglie in tutto il Lazio - Fanno sapere dal Comitato Equi Diritti - Non si comprende come alcuni Comuni, a parità di situazioni,abbiano deciso di
astenersi dal procedere ad acquisire, in attesa di una definizione uniforme del problema, discutendo del caso in sedute consiliari aperte ai cittadini, mentre altri si sono affrettati ad impossessarsi delle case dei residenti, in molti casi, anche in presenza di ricorsi e richieste di sanatorie tuttora pendenti".

Il comitato Equi Diritti si rivolge direttamente al Presidente Zingaretti per sedare il possibile allarme sociale. I sindaci hanno davanti loro due possibilità o procedere alle demolizioni o acquisire gli immobili al proprio patrimonio, trasformando gli abitanti da proprietari in inquilini.

"Non riteniamo possibile che un fenomeno riguardante centinaia di migliaia di persone nell'intero territorio nazionale (e che solo nel Comune di Roma conta 60000 casi), possa produrre effetti tanto diversi sulla vita di appartenenti a piccole comunità cittadine, per la sola sfortuna  di appartenere ad un'amministrazione o rientrare nella competenza  di una Procura, anziché di un'altra", continuano dal Comitato Equi Diritti che ha annunciato un possibile ricorso alla Corte Europea di Strasburgo, per le possibili discriminazioni che subiranno.

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