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Case abusive nei Castelli Romani, Equi Diritti: "Serve una nuova legge e nuovi strumenti urbanistici"

Continua la lotta per il diritto delle abitazione sorte spontaneamente e non condonate del Comitato Equi diritti che ha inviato ai gruppi consiliari della Regione Lazio per salvare le case da abbattere

Una manifestazione del Comitato Equi Diritti

Il Comitato Equi Diritti, sorto nei Castelli Romani a difesa delle abitazioni sorte spontaneamente (vale a dire abusive) contro la loro demolizione, ha chiesto alla politica di attivarsi per salvare il salvabile e soprattutto di aggiornare la normativa in materia di strumenti urbanistici dei Comuni.

Con una relazione inviata a tutti i capigruppo dei gruppi consiliari della Regione Lazio, il Comitato mette in evidenza alcune incongruenze normative che fanno sì che alcuni vincoli paesaggistici gravino su zone altamente urbanizzate. A entrare nel mirino del comitato sono primi fra tutti i Comuni dei Castelli Romani che sono ancora dotati dei piani regolarti adottati negli anni 70, non più idonei a rispondere alle esigenze del territorio che secondo il Comitato non hanno fatto altro che "incrementare l'edificazione di case di prima necessità in assenza di permesso a costruire".

Anche la Regione, però, ci ha messo del suo, la legge regionale numero 12 del 2004 ha individuato dei vincoli paesaggistici  che però insistono su aree urbanizzate e da tempo perimetrate. Il Parco dei Castelli Romani quindi impone ripetutamente a tutela dei vincoli ambientali norme di salvaguardia che secondo il Comitato Equi Diritti "compromettono il diritto di proprietà dei residenti".

Altrettanto obsoleto per il Comitato il principio di doppia conformità previsto dalla normativa nazionale risalente al 2001 che prevede che al momento della domanda di sanatoria debba esserci una conformità del manufatto abusivo sia alle norme urbanistiche vigenti al momento della costruzione e sia a quelle vigenti al momento della domanda di sanatoria. Secondo il Comitato questo principio vanificherebbe la domanda di condono, perché se il manufatto abusivo era conforme alle norme urbanistiche al momento della costruzione si poteva perfettamente richiedere il permesso a costruire!

Il Comitato Equi diritti invita quindi i Comuni dei Castelli Romani ad aggiornare i piani regolatori, alla Regione di assumere comportamenti coerenti tra i fondi che stanzia per il recupero delle aree urbane sorte spontaneamente e l'azione contro l'abusivismo edilizio e in ultimo trovare soluzioni giuridiche per regolarizzare quelle abitazioni sorte dopo il condono del 2003 che a causa dell'inadeguatezza dei piani regolatori e delle leggi vigenti non possono essere sanate.

In ultimo il Comitato Equi diritti fa un appello: in un momento in cui molte persone hanno perso la casa per via del terremoto,non si vede ragione per cui si devono demolire abitazioni nei Castelli Romani perché abusive, anche perché il loro abbattimento creerebbe un'emergenza sociale a cui le politiche abitative carenti non riuscirebbero a far fronte.

ossia la conformità non solo allo strumento urbanistico vigente all'epoca della edificazione sine titulo, ma anche a quello vigente al tempo in cui è richiesta la sanatoria - See more at: https://www.exeo.it/free/principio-doppia-conformita-disciplina-urbanistica-ed-edilizia#sthash.ydJvIKyy.dpuf

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