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Monte Compatri: scontro tra il sindaco e il vescovo sul trasferimento di Don James

Non è piaciuta alla diocesi di Frascati la lettera aperta del sindaco De Carolis per evitare il trasferimento di una figura carismatica per la comunità come Don James. "Mancanza di rispetto verso l'autorità diocesana", dicono dal vescovado

La lettera aperta che il sindaco di Monte Compatri, Marco De Carolis, ha scritto al vescovo della diocesi di Frascati, Monsignor Martinelli, per scongiurare il trasferimento di Don James, parroco di San Lorenzo Martire, non è piaciuta alla curia che ha risposto al primo cittadino con un comunicato molto duro e ben poco conciliante.

"Un atto quanto meno indebito, insolito, inopportuno che appare e può sembrare, anche, strumentabile politicamente nel contenuto e nella forma", viene definita la lettera aperta nel comunicato firmato Vicario Generale, Monsignor Raffaello Torelli. Lo Stato e la Chiesa sono separati per volontà costituzionale e così deve restare, non devono essere intromissioni nelle scelte della diocesi, è il messaggio che di fatto viene fatto pervenire al primo cittadino De carolis: "La Diocesi Tuscolana  richiama al doveroso rispetto delle reciproche competenze e ruoli propri dell’Autorità religiosa, parrocchiale e diocesana e civile, come richiesto ed attuato sempre nella nostra zona e diocesi da una sana e moderna concezione di Stato e di Chiesa", si legge nel comunicato.

Come se non bastasse il sindaco viene accusato di mancato rispetto nei confronti del Vescovo  e della diocesi tutta: " si evidenzia la mancanza di considerazione, attenzione e rispetto verso l'Autorità Diocesana, tenuta, a norma del Diritto Canonico, a garantire la più alta e armonica cura pastorale del territorio, nel momento in cui viene chiesta la revoca di un  provvedimento, adottato dopo prolungata preghiera e riflessione, ampia consultazione e per fondate motivazioni pastorali per il bene della parrocchia, del sacerdote e della Diocesi", è la conclusione della nota di stampa in cui si invita la comunità parrocchiale "a crescere sempre più unita, insieme con i propri pastori, nella comunione con Cristo e la Sua Chiesa".

Poco fa a questa durissima presa di posizione della Diocesi di Frascati è giunta la risposta del sindaco "eretico" Marco De Carolis che non aveva intenzione di aprire polemiche con la curia: "La lettera aperta che Le ho inviato, circa il trasferimento di padre James Edasserey non voleva essere lo strumento per aprire una polemica con la Curia. Se questo Le è sembrato l’obiettivo, anticipo le mie scuse; perché non era assolutamente nelle mie intenzioni usare strumentalmente la vicenda dell’avvicendamento della parrocchia di San Lorenzo al Laghetto.

"Il mio intervento voleva solo essere un contributo per ricordare, da responsabile di un’istituzione fondamentale di questa città, come padre James in questi anni sia diventato patrimonio della nostra comunità - continua il sindaco -  Premesso quindi che non era nostro interesse entrare nella gestione della Diocesi che Lei rappresenta o contestare i codici e norme che regolamentano la Chiesa; l’intenzione era quella di far conoscere alla Curia un punto di vista differente, che arriva direttamente dalla cittadinanza, preoccupata dalla possibilità di perdere una risorsa come padre James".

"Credevamo che le Istituzioni che rappresentiamo potessero essere messe nelle condizioni di condividere delle scelte che toccano la vita dei monticiani. Il Comune di Monte Compatri e la Diocesi di Frascati, infatti, si rivolgono alle stesse persone ed è proprio per questo che pensavamo si potesse aprire un canale di collaborazione e confronto su questa vicenda", si chiude la risposta di Marco De Carolis. In queste diatribe intanto i fedeli sperano che il loro parroco possa continuare con loro il percorso di fede iniziato.

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