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Nemi: sonar e strumenti di ultima generazione per cercare la terza nave di Caligola

Nella giornata di domani mercoledì 5 aprile inizieranno le nuove ricerche archeologiche per rinvenire la terza nave di Caligola che documenti del 1500 vogliono essere ancora sepolta nei fondali del lago di Nemi

Una veduta del Lago di Nemi (Foto di Francesca Ragno)

L'iniziativa ha avuto risalto anche sulla stampa internazionale, il britannico The Telegraph ha dedicato un intero reportage all'evento: domani 5 aprile inizieranno a Nemi nuove ricerche per ritrovare la terza nave dell'imperatore Caligola che documenti risalenti al sedicesimo secolo dicono essere ancora sepolta nei fondali del lago noto come specchio di Diana.

Dopo le battute di ricerca tradizionali attraverso i gruppi sub specializzati effettuate la scorsa estate, questa volta si andrà alla ricerca della nave imperiale con le più moderne strumentazioni scientifiche e tecnologiche disponibili messe a disposizioni dall'Agenzia Regionale per la protezione dell'Ambiente (Arpa) della Regione Calabria.

"Grazie a una serie di delibere - ci ha spiegato il sindaco di Nemi Alberto Bertucci contattato da Castellitoday - abbiamo potuto avviare una collaborazione con l'Arpa Calabria che è in possesso degli strumenti tecnologici di ultima generazione per le ricerche avanzate nei fondali del nostro lago che sono molto bui e melmosi e le perlustrazioni con i sub non hanno permesso ricerche in profondità. Attraverso uno speciale Sub Bottom sarà possibile analizzare i fondali in profondità e vedere quello che è stato sepolto nel corso dei secoli e attraverso un sonar sarà possibile effettuare un profilo volumetrico in 3d delle acque del lago. Questo permetterà un duplice obiettivo: non solo quello archeologico, ma anche ambientale per vedere cosa c'è sotto il lago ed avviare una bonifica che si unisce già in parte a mobili, carcasse di auto e relitti di barche recuperati lo scorso anno".

Della presenza di una terza nave oltre alle due recuperate in epoca fascista si ha notizia già a partire dal sedicesimo secolo: "Nei documenti di un grande ricercatore quale Francesco De Marchi nel 1535 si parlava già di questa nave che si trovava in posizione diversa rispetto alle altre due recuperate attraverso un parziale prosciugamento del lago e dai suoi studi risulterebbe essere una nuova molto grande di oltre 130 metri di lunghezza. Con le tecniche disponibili all'epoca lui era riuscito a scendere nei fondali e a vedere questa terza nave e descriverla e i materiali di cui parla sono del tutto analoghe alle altre due imbarcazioni. I suoi studi furono confermati anche dal suo collaboratore Leonardo da Udine a cui si deve la prima planimetria della città di Roma", spiega il primo cittadino.

Anche nel caso la terza nave alla fine non dovesse essere ritrovata, una cosa è certa Nemi in questi giorni è all'attenzione della stampa interanazionale: "C'è stata una grande risonanza mediatica a livello internazionale - ci dice il sindaco Bertucci - ci ha sorpreso che i tanti corrispondenti esteri che ci hanno contattato conoscevano la storia di Nemi e delle sue navi, per il cui recupero negli anni Trenta furono invitate le famiglie regnanti di tutta Europa. Evidentemente la storia delle navi di Nemi e del suo museo è rimasta popolare".

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