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Castel Gandolfo: niente consiglio comunale in videoconferenza per la consigliera neo-mamma

La consigliera comunale del PD Francesca Barbacci Ambrogi, neo-mamma da pochissimi giorni, ha chiesto lo svolgimento del prossimo consiglio comunale di Castel Gandolfo in video-conferenza per poter tutelare la salute della sua bimba e adempiere ai doveri istituzionale, richiesta respinta

La consigliera comunale di Castel Gandolfo Francesca Barbacci Ambrogi

Per una donna la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro quando si è madri è sempre complicata, vuoi per la carenza di adeguati servizi all'infanzia, vuoi per retaggi culturali che vedono per lo più la donna farsi carico dei lavori di cura, vuoi anche perché spesso una madre che non vuole appiattirsi su questo ruolo diventa bersaglio di critiche e anche di fuoco amico tra donne.

Succede anche se sei madre, magari da pochissimi giorni, e ricopri anche una carica istituzionale, poter adempiere al meglio a entrambi i ruoli diventa un'impresa titanica.

A essere sia madre che consigliera comunale ci ha provato nei giorni scorsi la consigliera comunale del Partito Democratico di Castel Gandolfo Francesca Barbacci Ambrogi che a dieci giorni dalla nascita della sua bimba ha chiesto che il consiglio comunale convocato per le giornate del 14 e 16 luglio si potesse tenere (come i precedenti) in modalità telematica, in ottemperanza alla normativa anti Covid-19 in modo da potervi prendere parte e tutelare la salute sua e della neonata.

La richiesta non è stata accolta dai gruppi consigliari di opposizione e visto il tema all'ordine del giorno, l'approvazione del bilancio, anche per evidenti opportunità politiche e in punta di regolamento la presidente del consiglio comunale, Marta Toti ha convocato in presenza l'assise comunale.

La vicenda della consigliera Barbaggi sta suscitando un forte clamore politico proprio perché il diniego allo svolgimento telematico del consiglio comunale è arrivata da un'altra donna: " Mi sento gravemente lesa del mio diritto di partecipare alla vita democratica del Consiglio Comunale in cui siedo, come delegata ai Servizi Sociali, e del diritto alla salute e alla maternità mio e della mia bambina, esponendola a soli 12 giorni ad eventuali rischi - ha scritto in un lungo post su facebook la consigliera del PD -  Da una donna ci si aspetta una solidarietà ben diversa. Lottiamo per la parità di salario, per la discriminazione e poi tra donne non capiamo le fragilità di una neo mamma durante il periodo covid?  Sì, perché neanche in ospedale abbiamo ricevuto visite, in quanto ad oggi ancora non sono permesse, ed anche a casa stiamo vivendo la quotidianità limitando i contatti con le persone al di fuori dei congiunti per garantire la massima protezione a me e alla bambina in questo delicato momento della nostra vita, come richiestoci anche dai medici.  La mia era una richiesta plausibile che con modalità non democratica, né tanto meno egualitaria, la Presidente del Consiglio ha escluso a priori".

Solidarietà alla consigliera Barbaggi è stata espressa dai circoli locali del Partito democratico, dalle associazioni di donne e dagli esponenti regionali del Partito Democratico.

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