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Domenica, 5 Dicembre 2021
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Case abusive nei Castelli Romani, stop dai giudici alle acquisizioni

Nei giorni scorso sono state pubblicate le prime sentenze del Tar del Lazio che ha bloccato le acquisizioni da parte del comune di Rocca Priora di alcuni immobili abusivi

La lotta all'abusivismo nei Castelli Romani inizia ad incontrare da parte delle amministrazioni qualche piccolo ostacolo. Nei giorni scorsi sono state pubblicate le prime sentenze del Tar del Lazio che fermano le acquisizioni degli immobili abusivi da parte dei comuni come previsto della legge. A vedersi annullare le ordinanze di acquisizioni per meri vizi formali e di errori nella stesura dell'atto è stato il comune di Rocca Priora in merito a due manufatti abusivi.

Ovviamente soddisfatto delle decisioni del Tar Lazio il Comitato Equi diritti che lotta contro le demolizioni e le acquisizioni delle case abusive per la tutela dei nuclei familiari che vivono: "Dopo le decine di sospensive ai provvedimenti di acquisizione ed ai dinieghi di sanatoria impugnati, ecco le prime sentenze di merito emesse dal TAR, che cassano inequivocabilmente gli atti di acquisizione posti in essere dall'amministrazione", si legge in un comunicato diffuso dal Comitato.

"Ricordiamo a tutti i cittadini, che le spese legali sostenute dal comune per presenziare in giudizio contro i propri cittadini, saranno pagate con le tasse di ognuno di noi a scapito di ben più essenziali servizi. Noi di Equi diritti avevamo profetizzato sin dal primo momento il pericoloso danno erariale sotteso a scelte improvvisate e sicuramente poco lungimiranti. Ricordiamo che solo le sanatorie del 2003 (cosidette a rischio) riguardano oltre 800 abitazioni nel solo comune di Rocca priora".

"In virtù di quanto sopra - continua la nota del Comitato -  chiediamo formalmente all'amministrazione di Rocca Priora di annullare in autotutela tutti gli atti emessi fino a questo momento, al fine di evitare che ulteriori costi giudiziari dovuti al soccombere in giudizio, aggravino irreparabilmente il bilancio comunale. Invitiamo l'amministrazione stessa a non produrre nuovi atti, almeno fino a quando, la superiore amministrazione regionale dovesse pronunciarsi sia sull'opportunità degli stessi, sia su una procedura amministrativa conforme in tutti i comuni del Lazio che vada a superare le eventuali incapacità ed insufficienze dei rispettivi uffici tecnici. Esortiamo infine questi ultimi a svolgere l'effettivo lavoro di loro competenza, per troppi anni disatteso, consistente nella valutazione delle domande di sanatoria e dell'eventuale rilascio di regolari concessioni, ove possibile, a partire dalle domande presentate sin nel lontano 1985".
 

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