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Albano: Zero Waste risponde al M5s sulle centrali a biogas

La posizione assunta dal M5s di Albano sulla legge popolare Rifiuti zero e in modo particolare sul funzionamento delle centrali biogas, ha reso necessari chiarimenti da parte dell'associazione "Zero Waste"

L'associazione Zero Waste che ha promosso la raccolta firme e il testo di legge di iniziativa popolare "Rifiuti Zero" risponde alle accuse rivolte dal Movimento 5 stelle di Albano che in un comunicato ufficiale del gruppo aveva trasmesso le riflessioni scaturite a seguito dell'incontro di presentazione ufficiale della legge dello scorso 11 aprile. Il Movimento 5 stelle albanense, rappresentato nell'occasione dell'incontro alla Camera dei Deputati da Emiliano Bombardieri, già candidato sindaco di Albano, aveva espresso tutte le perplessità sull'utilizzo delle centrali a biogas.

Massimo Piras, presidente dell'associazione Zero Waste, intende chiarire di fatto il contenuto della legge sia da un punto di vista degli scopi sia nel contenuto tecnico rispetto alle accuse mosse dal Movimento 5 stelle di Albano: "In merito alle dichiarazioni farneticanti di un presunto rappresentante del M5Stelle di Albano, che non ha evidentemente il coraggio di farle personalmente, dobbiamo registrare ancora una volta una totale incapacità di leggere il contenuto della proposta di legge e di comprenderne il senso. Infatti la teoria demenziale riportata  credo si rifaccia alle dichiarazioni pubbliche di Emiliano Bombardieri durante la ripresa dell'incontro con i parlamentari del M5S alla Camera e che a fronte di una frase compilata da giuristi insigni ne riesce a tirare fuori una sua interpretazione allucinata".

La frase incriminata dai grillini è l'articolo 14 comma 3 della proposta di legge di iniziativa popolare Rifiuti Zero che recita: "L’attività degli impianti di digestione anaerobica, tra cui quelli previsti dal comma 2, lettera b), è autorizzata alla produzione di biogas con espressa finalizzazione alla trasformazione della totalità del biogas in bio-metano [..] fatta salva la quota di bio-metano da biogas impiegato negli impianti di bassa potenza termica ed elettrica per il fabbisogno energetico necessario al funzionamento degli impianti stessi".

Massimo Piras scende nel dettaglio dell'interpretazione offerta dall'esponente del Movimento 5 stelle, poi fatta propria dall'intero gruppo:"L'interpretazione allucinata parte con il dire che la 'espressa finalizzazione' va intrepretata nel senso che 'occorre esprimerla per avere validita'! Mentre la seconda  'chicca' è contenuta a proposito di quanto attiene alla quota di fabbisogno energetico interno degli impianti, laddove interpreta con 'Ci si domanda quale utilizzo potrà esserne fatto del biogas se non un filtraggio alquanto discutibile, dati i residui, e a questo punto la probabilità di una combustione diretta sul posto?'"
 
"Occorre qui precisare che non solo la depurazione del biogas - spiega il Presidente di Zero Waste -  a biometano è pratica corrente ed efficiente (sino al 97% di purezza con il sistema ad acqua! Come si evince dallo studio del Politecnico di Milano del prof. Cernuschi che illustra ben sette diverse tecniche industriali di depurazione tra cui la migliore è quella citata, che appare invece del tutto sconosciuta al nostro piccolo scienziato albanese) ma riesce a tirare fuori l'esatto opposto di quanto scritto nella proposta di legge".

"Infatti sempre al comma 3 ultimo capoverso è chiaramente esplicitato che: Il divieto di combustione del biogas è esteso a tutti gli impianti di digestione anaerobica con successivo trattamento aerobico di qualsiasi dimensione e alimentati sia da FORSU e sia da scarti agricoli che producono compostato idoneo all’impiego in agricoltura e nel giardinaggio, nonché agli impianti a biomasse derivate da altre frazioni organiche provenienti da rifiuti in generale", precisa Piras.

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Il Presidente Massimo Piras si rivolge direttamente all'esponente del Movimento 5 stelle di Albano, Emiliano Bombardieri: "Si deduce la grande difficoltà del dichiarante a comprendere la lingua italiana stessa, nel tentativo di trovare un appiglio che giustifichi la sua cieca avversità alla tecnologia anaerobica toutcour e,al di là del proposta di totale azzeramento delle emissioni, si parla ancora degli effetti e delle applicazioni di cui si paventa il rischio agitato ad arte da un paio di medici che confondono tecnologie e travisano dati abusando della credulità popolare. Infatti da mesi si confonde artatamente agricoltura con rifiuti: cioè si mette insieme una battaglia giusta contro le Centrali a Biomassa alimentate da mais e prodotti agricoli (in cui si produce biogas che viene bruciato per produrre un terzo di elettricità incentivata con un prezzo triplo di quello corrente, e che stanno compromettendo la produzione agricola in modo irreversibile) con una proposta alternativa per impianti di trattamento che occorrono per trattare la frazione organica differenziata che nel Lazio non si sà dove mandare (infatti si manda in Veneto al doppio del costo circa 140 €/tonnellata !!!) sia aerobici che anaerobici"
 
"La verità è purtroppo per il dichiarante molto più difficile da accettare, in quanto la sua e quella di altri pasdaran-antibiogas non tiene in minimo conto che oggi i rifiuti organici specialmente di Roma vanno per l'80% in discarica (come a Malagrotta e Roncigliano a produrre biogas libero in atmosfera e percolato in falda) mentre gli impianti di compostaggio hanno problemi di funzionamento serissimi in quanto a fronte di una tonnellata di frazione organica differenziata occorrono almeno quattrocento chili di materiale "verde" o ligneo pulito per farli funzionare, mentre con la tecnologia anaerobica il successivo trattamento aerobico del digestato richiede appena un quarto di quel materiale verde e con l'obbligo di compostare il digestato producendo compost di qualità!"
 
Massimo Piras conclude la sua lunga risposta affermando come nella proposta di Legge Rifiuti Zero via sia una vera e propria presa di nuova filosofia nella gestione dei rifiuti: "La proposta di Legge Rifiuti Zero cambia totalmente anche la modalità attuale di gestione della digestione anaerobica, azzerando totalmente gli incentivi alla produzione sia di energia elettrica che di calore, di cui il dichiarante ignora totalmente la legge in materia in quanto i suddetti incentivi fanno capo all'art. 24 - 28 - 29 espressamente abrogati nel nostro testo all'art. 5 comma 2".

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