Albano

Tante le reazioni politiche sull'inceneritore di Albano

Dopo le polemiche tra il Partito Democratico di Albano e quello di Roma sul piano rifiuti regionale, sono tante le reazioni del mondo politico in vista del corteo di domani per dire No alla costruzione dell'inceneritore di Roncigliano

Dopo le polemiche tra il Partito Democratico di Albano e quello di Roma sul piano rifiuti regionale, sono tante le reazioni del mondo politico in vista del corteo di domani per dire No alla costruzione dell'inceneritore di Roncigliano e in merito alle iniziative del Partito Democratico di Roma.

Bruno Astorre, vicepresidente del Consiglio Regionale e noto esponente del Pd, ammette che una Capitale deve esser capace di prendere gli onore e gli oneri del ruolo che ricopre: " Appare quantomeno intempestiva l'iniziativa seminariale "Attuare subito il Piano rifiuti per evitare l'emergenza a Roma", promossa dal gruppo consiliare del Partito Democratico di Roma il 27 ottobre, proprio nel giorno in cui il Tar si pronuncerà sul ricorso contro il termovalorizzatore di Albano. Mi auguro che il gruppo del Pd al Comune di Roma, insieme a quello della Regione Lazio, si faccia promotore di un tavolo di confronto con i sindaci della provincia per arrivare a una soluzione il più possibile condivisa"

Anche i Giovani democratici della Provincia di Roma entrano nel merito della questione con Tiziano Nutile, consigliere comunale di Castel Gandolfo e delegato all'ambiente dei Giovani Democratici di Roma che dichiara in proposito: " Il 23 ottobre saremo affianco dei cittadini di Albano per dire il nostro No alla costruzione dell'inceneritore di Roncigliano. La tutela dell'ambiente del territorio è una delle battaglie più sensibili e siamo convinti che optare per le energie alternative ecocompatibili e una seria raccolta differenziata e il riciclo siano le soluzioni ottimali per terminare il ciclo dei rifiuti, in tutta la Regione anche là dove esistono già i termovalorizzatori come a Colleferro".

"Le polemiche politiche di questi giorni - continua Nutile - non fanno che rendere più teso il clima su un argomento così delicato. Ritengo che la scelta del Partito Democratico di Roma di fissare, nello stesso giorno in cui si pronuncerà il Tar sull'inceneritore, un dibattito sull'attuazione del piano rifiuti regionale sia una scelta indelicata e non attenta alla battaglia di una popolazione che vuole difendere la salubrità del proprio territorio. Auspichiamo come Giovani Democratici della Provincia Di Roma un maggiore dialogo e confronto tra tutti i livelli del Partito democratico, locale, provinciale, romano e regionale

I commercianti di Albano, solitamente sempre ostile a cortei e manifestazioni, aderiscono alla manifestazione con un comunicato della Confesercenti Albano: "Confesercenti Albano ha manifestato chiaramente la propria posizione, consapevole che la città sarebbe irrimediabilmente compromessa dall'impianto di smaltimento dei rifiuti. Tutti ne pagheremo le conseguenze, nessuno escluso! Albano non è soltanto la sede delle nostre attività ma anche il posto di lavoro ore stanziamo gran parte della giornata, con conseguenze sulla salute in caso d'inquinamento, senza pensare ai nostri figli, affetti incalcolabili verso cui siamo tutti responsabili. Su queste motivazioni ribadiamo il nostro " NO ALL'INCENERITORE " e respingiamo le illazioni avanzate nei confronti della categoria, rompendo i luoghi comuni secondo cui le attività commerciali latitano su problemi sociali.Confesercenti Albano ha scelto responsabilmente di manifestare la propria posizione!"

Nel pomeriggio è arrivata anche l'adesione al corteo e la netta opposizione alla costruzione dell'inceneritore anche di tutti i circoli di Futuro e Libertà dei Castelli Romani che in una nota congiunta dichiarono: " Siamo vicini ai cittadini che esprimono tutto il loro disagio per l’eventuale messa in opera di un simile impianto, non per un talebanismo ambientalista ma per motivate scelte di tipo tecnico e politico. Le nostre perplessità risiedono in primis per le modalità con cui si è deciso, o sarebbe meglio dire imposto, ad un territorio a vocazione turistica e agricola, un così rilevante stravolgimento delle sue naturali attitudini".

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