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Il Palazzo comunale di Albano

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Inceneritore, i sindaci: "Chiederemo alla Regione lo studio epidemiologico della discarica"

Oggi la conferenza dei sindaci di bacino della discarica di Roncigliano chiederà alla Regione lo studio epidemiologico all'interno del sito, i comitati chiedono però uno studio immediato

I sindaci che sversano i loro rifiuti nella discarica di Roncigliano si sono riuniti questa mattina a Palazzo Savelli ad Albano nella conferenza di bacino per discutere ancora una volta dell'azione comune da intraprendere contro la costruzione dell'inceneritore e lo stato della discarica in cui è ormai operativo il settimo invaso che potrebbe presto accogliere anche i rifiuti di Roma.

La conferenza dei sindaci ha deciso da un lato di ricorrere in Europa contro la costruzione dell’inceneritore. Due le strade che saranno percorse: denuncia alla Commissione Europea, su proposta degli stessi primi cittadini, e ricorso alla Corte dei Diritti dell’Uomo. Nei prossimi giorni i legali che si occupano della materia, si riuniranno al fine di stabilire la procedura tecnico/legale.

Oltre a ciò, i sindaci hanno sottoscritto una lettera per richiedere alla Regione Lazio, come unico ente competente, la caratterizzazione interna ed esterna la discarica di Roncigliano al fine di predisporre uno studio epidemiologico completo. I sindaci per loro competenza possono agire solamente all'esterno della discarica di cui il Comune di Albano aveva già preso accordi con il Cnr per le analisi dei pozzi che circondano il sito di Roncigliano

Contestualmente, i sindaci chiederanno l’accesso agli atti al GSE, Gestore del Servizio Elettrico, per ricevere la copia della Convenzione Preliminare stipulata nel Giugno 2009 tra il CO.E.MA. ed il GSE, che permetterebbe al Consorzio di Cerroni, Acea ed Ama di usufruire dei certificati verdi per l’energia elettrica prodotta dal futuro inceneritore. Una precedente richiesta del solo comune di Albano non è stata accettata.

Soddisfatto in parte dei risultati della conferenza dei sindaci Daniele Castri, noto referente legale del Comitato No Inc: "Esprimo di sicuro la mia soddisfazione per la decisione dei sindaci di bacino di ricorrere alla Cedu seguendo la strada intrapresa dai comitati e anche di chiedere al GSE la copia della convenzione sui certificati verdi firmata nel 2009 sulla base degli atti amministrativi di Marrazzo che autorizzavano l'utilizzo dei Cip6 poi annullati dal Consiglio di Stato".

"Rimango invece deluso - continua Castri, interpellato da Castellitoday - sulla caratterizzazione della discarica in cui i sindaci continuano a voler passare attraverso la Regione Lazio, quando invece secondo quanto stabilito dall'articolo 250 del Testo Unico Ambientale si potrebbe procedere direttamente. I sindaci temono ogni forzatura perché sanno che i dati di inquinamento della discarica potrebbero portare da un lato alla revoca dell'Aia non solo per l'inceneritore, ma anche per il VII invaso della discarica determinandone una chiusura immediata. In un momento in cui c'è un vuoto di potere in Regione, la richiesta di uno studio epidemiologico risulta essere veramente poco efficace".

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