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Albano: per la Regione Lazio l'inceneritore non serve più

Dal rapporto sui rifiuti urbani 2013 è emerso che i tre inceneritori in funzione coprono le esigenze di smaltimento: il quarto, quello di Roncigliano, è inutile

Dalla Regione Lazio arriva una presa di posizione di fatto sull'annosa questione della costruzione dell'inceneritore di Roncigliano: un quarto impianto di termovalorizzazione non serve a coprire il fabbisogno regionale per lo smaltimento dei rifiuti e già quelli in funzione sono di gran lunga sottoutilizzati.

E' quanto emerge dal Rapporto di Ricerca elaborato da ConfServizi sulla situazione rifiuti nel Lazio presentato lo scorso venerdì dal Presidente Nicola Zingaretti e dall'Assessore Michele Civita e che servirà da base per il nuovo Piano rifiuti del Lazio, che verrà presentato a inizio 2014 e che corregge quello precedentemente presentato dalla precedente amministrazione regionale targata Renata Polverini.

Già le linee guida del nuovo piano sono note: si punterà sull'aumento della raccolta differenziata per raggiungere il 65% entro il 2020. Se questo risultato verrà raggiunto, nel Lazio occorrerà smaltire circa 700.000 tonnellate all'anno, che possono essere tranquillamente smaltiti nei tre termovalorizzatori già esistenti e operativi che hanno una capacità complessiva più alta di quella necessaria alla regione.  Risulta quindi evidente che il quarto impianto, quello autorizzato ad Albano non servirà.

"Lo sosteniamo da oltre tre anni, lo abbiamo scritto sul nostro programma elettorale, lo abbiamo inserito nei documenti del Partito Democratico di Albano - ha detto il sindaco di Albano Nicola Marini -  lo abbiamo ribadito nei diversi incontri avuti con l’Assessore Civita, ne abbiamo dato ampio risalto all’interno dei numerosi ricorsi presentati al Tar del Lazio, ma soprattutto è presente nei nostri atti amministrativi e negli atti del Consiglio Comunale tenutosi su questo delicato tema".

"Il fatto che la Regione Lazio abbia fornito dati che confermano quanto da noi sempre sostenuto ci conforta, e ci fa ben sperare sul definitivo NO alla costruzione dell' inceneritore di Albano, una vicenda che ha mobilitato migliaia di cittadini. La nostra Amministrazione continuerà a produrre atti concreti con lo stesso senso di responsabilità, con la stessa convinzione e con lo stesso impegno che ci hanno guidato finora", ha concluso soddisfatto il primo cittadino.

Più critico il Comitato No Inc che chiede non solo annunci, ma fatti concreti per scongiurare definitivamente il pericolo di costruzione dell'inceneritore di Albano: “Ci aspettiamo ora, dalla Regione Lazio, che alla promessa ufficiale di 'non procedere con la costruzione di nuovi inceneritori', segua anche la revoca dell’Autorizzazione Ambientale che, ancora oggi, permetterebbe al Co.E.Ma. di Manlio Cerroni, Acea ed Ama l’avvio del cantiere e, inoltre, l’intercessione per l’annullamento, presso il Ministero per lo sviluppo Economico, della Convenzione preliminare Co.E.Ma.-G.S.E.  che, ancora peggio, permetterebbe il conferimento di circa 500 milioni di euro di fondi Cip-6 per costruire, a spese dell’erario pubblico, l’inceneritore dei Castelli Romani.”

 

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