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Albano: dopo l'inceneritore la battaglia continua contro la discarica

Nuova mobilitazione del Comitato No Inc per protestare contro l'arrivo dei rifiuti indifferenziati da Civitavecchia e Monterotondo nella discarica di Roncigliano

Se la costruzione del famigerato termovalorizzatore di Albano sembra scongiurata sia per il varo del nuovo piano rifiuti della Regione Lazio e dopo l’arresto del magnate romano dei rifiuti, Manlio Cerroni , i riflettori sulla questione rifiuti restano puntati sulla discarica di Roncigliano. Lo scorso sabato il Comitato No INC ha organizzato un nuovo sit-in davanti ai cancelli della discarica gestita dalla Pontina Ambiente di Manlio Cerroni, coinvolto nello scandalo rifiuti del Lazio.

Questa volta la protesta nasce per l'arrivo dallo scorso 11 febbraio nel sito di Albano dei rifiuti indifferenziati che provengono da Civitavecchia e da Monterotondo. Il timore è quello di un esaurimento precoce del VII invaso (che avrebbe dovuto durare almeno 8 anni ed è invece quasi esaurito in appena 2 e mezzo) e si arrivi, presto, alla costruzione dell’VIII invaso, a distanze dalle case ancora inferiori di quelle attuali.

Inoltre nelle ultime settimane, l’Eras Lazio, l'istituto epidemiologico della Regione Lazio, del Sistema Sanitario Nazionale ha pubblicato i dati relativi alla qualità della vita ai Castelli Romani da cui si evince purtroppo che nei dieci comuni limitrofi alla discarica di Roncigliano si muore, ci si ricovera e ci si ammala di tumore di più che altrove.

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