Albano

Rifiuti: Pomezia da 48 ore senza discarica

Il Comune deve 10 milioni alla società che gestisce il sito di Albano e si appella al prefetto per una mediazione. Intanto i cassonetti si riempiono. A rischio anche altri 17 comuni laziali

Da 48 ore nessuno raccoglie la spazzatura a Pomezia. Secondo il Corriere.it,  “ai camion della nettezza urbana è stato vietato l’ingresso alla discarica di Albano, dove ogni giorno viene portata l’immondizia” perché “il comune è in pesantissime difficoltà economiche e non sa come restituire 10 milioni alla Pontina Ambiente, società che fa capo all’imprenditore Cerroni e che gestisce il sito di smaltimento ai Castelli”. Si tratta di una situazione di emergenza che però potrebbe presto allargarsi ad altre realtà della provincia di Roma, “tutte in difficoltà nei pagamenti”: Nettuno, Guidonia, Ardea, e poi, “con cifre tra i 2 milioni e i 300 mila euro, Albano, Civitavecchia, Viterbo, Rieti, Latina, Frosinone, Mentana, Fontenuova, Monterotondo, Palombara, Tivoli, Ariccia, Fiumicino, Ciampino”.

La Federlazio, associazione degli imprenditori alla quale aderiscono i gestori delle discariche, ha più volte “minacciato la serrata”, chiedendo ai comuni di pagare. L’ultimo avvertimento è stato a giugno e solo la concomitanza delle elezioni amministrative ha evitato il blocco della raccolta. Ma adesso, dice il Corriere, “i gestori tornano alla carica minacciando azioni eclatanti”.
A Pomezia, come scrive il Corriere.it si registra la situazione più grave, dove “già in passato in difficoltà nel rispetto degli obblighi contrattuali”. Il sindaco De Fusco e Pontina Ambiente - la società che gestisce la discarica - si sono rivolti al prefetto per chiedere una mediazione, sollecitando un provvedimento d’emergenza che consenta ai camion di portare la spazzatura nella discarica, mentre il comune cercherà di concordare una “exit strategy” per rimborsare la società di Cerroni. Nel frattempo, i cassonetti della spazzatura sono già pieni nel centro di Pomezia, in via Roma, e in periferia, da Torvaianica a Campo Ascolano.

Pontina Ambiente reclama dal Comune almeno 10 milioni di euro. La giunta De Fusco aveva già avviato un piano di rientro, spiega il Corriere, “ma a scombussolare il pagamento delle rate sono state le conseguenze dello scandalo Aser, l’azienda che deteneva dal 2000 il monopolio della riscossione dei tributi, a Pomezia come in decine di altri comuni, soprattutto nel Basso Lazio. Che però sono letteralmente spariti. E le cause civili che numerosi sindaci hanno intentato nei confronti degli ex amministratori della società, alcuni dei quali arrestati, di fatto non stanno ancora portando risarcimenti nelle dissestate casse dei comuni. Il sindaco De Fusco è stato il primo a proporre un’azione legale «pilota» nei confronti di Aser. Ma Pontina Ambiente “non si lascia comunque impietosire”, dice il quotidiano di via Solferino: “Diamo notizia della grave situazione debitoria alla Regione Lazio, al prefetto di Roma e alla Corte dei Conti - spiegano dalla società - chiedendo provvedimenti urgenti - e ci riserviamo di rivalerci nei confronti dei singoli amministratori comunali”.

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