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Il net-attivismo: dalla Primavera Araba al gruppo facebook Salviamo il Lago

Domani pomeriggio il Prof. Massimo Di Felice dell'università di San Paolo interverrà in un incontro organizzato dal Forum per i Castelli Romani parlando di net-attivismo, un nuovo fenomeno che coinvolge la società civile

Nel pomeriggio di domani 25 febbraio alle ore 16.30 presso la sede dell'Associazione Salviamo i Castelli Romani, il professore Massimo Di Felice docente di sociologia della comunicazione presso l'università di San Paolo del Brasile interverrà parlando di net-attivismo. L'incontro rientra nel percorso di avvicinamento al Forum per i Castelli Romani 2012.

Ma che cos'è il net-attivismo? Lo abbiamo chiesto direttamento al docente universitario fondatore del centro di ricerca internazionale Atopos che si occupa proprio dell'impatto del mondo digitale sulla società: "Possiamo definire il net-attivismo come una nuova frontiera della conflittualità sociale che nasce sui social network e la rete internet e supera i canali tradizionali quali i partiti politici e i sindacati. Una forma di partecipazione della cittadinanza orizzontale e collaborativa che ha una caratteristica: quella di superare le ideologie".

Per capire nel senso pratico il net-attivismo bastano alcuni esempi: il fenomeno della Primavera Araba, gli indignados spagnoli tutti movimenti nati in rete e poi sfociati nel mondo reale. Proprio sul confine labile tra mondo reale e digitale si concentra la riflessione del prof. Di Felice: "Ormai c'è un confine labile tra il mondo digitale e quello reale non c'è più una netta separazione e si assiste sempre più spesso al passaggio dalla mobilitazione virtuale a quella reale, guardiano a cosa accade nell'America Latina o in Italia con Beppe Grillo. Possiamo fare anche esempi più concreti: uscire con gli amici dopo averli contattati su Facebook".

Guardando al panorama dei Castelli Romani certamente il fenomeno del Gruppo Facebook Salviamo il Lago Albano può iscriversi a pieno titolo nel fenomeno del net-attivismo come spiega il prof. Di Felice: "Definirei il caso del gruppo Facebook Salviamo il Lago Albano come un esempio di conflittualità eco-sistemica che non si limita alla mera conflittualità di opinione, ma partendo da questa conflittualità si è evoluto in proposte di progetti concreti per lo sviluppo locale. Con il net-attivismo si supera la mediazione politica e dei sindacati e i cittadini stesso non solo ricevono informazione, ma la creano, solo gli attori di un nuovo sviluppo sociale".

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