Venerdì, 22 Ottobre 2021
Albano Albano Laziale / Via Leonardo Murialdo

Morto Guido Ceronetti, ad Albano aveva creato il "Teatro dei Sensibili"

Guido Ceronetti, uno dei più grandi drammaturghi italiani, si è spento oggi per una polmonite. Ad Albano aveva dato vita al Teatro dei Sensibili dove a essere protagonisti erano le marionette

Albano non è più quella dei tempi di Massimo D’Azeglio! Ricrediti: la macchina ha sporcato tutto, anche Albano”.

Qui viviamo in mezzo a gente monotonamente incivile. Pensa che il mio berretto basco è sufficiente a suscitare stupori, scherni risate!

Siamo stanchi di questo posto incivile …”

Siamo stufi di Albano, della sua volgarità, dei suoi rumori

A leggere queste frasi sicuramente la città di Albano non appare di certo nei migliori lustri, ma basta nominare chi le ha scritte e se ne comprende l’eccentricità. L’autore di queste particolari affermazioni sulla cittadina di Albano è Guido Ceronetti nel suo epistolario “Due cuori e una vigna”. Guido Ceronetti si è spento oggi, 13 settembre 2018, per una polmonite e nella sua vità è stata una delle personalità più eccentriche del mondo intellettuale italiano.

Ma chi era Guido Ceronetti? Perché era una personalità eccentrica? Qual è il suo rapporto con la cittadina di Albano?

Alla prima domanda è difficile rispondere con una sola parola infatti Guido Ceronetti, nato nel 1927 e spentosi all'età di 91 anni, è stato nella sua lunga vita un poeta, uno scrittore, giornalista free lance, traduttore, ma soprattutto un regista, attore e autore teatrale.

E' stata una personalità eccentrica perché ha riunito in sé tante forme d’arte e nella sua estrema poliedricità artistica è riuscito a dare una nuova forma anche al  teatro e in particolare al teatro di immagine e di figura. Guido Ceronetti è infatti il più grande marionettista italiano. Sì proprio le marionette che tutti conoscono specie i bambini nei teatrini di piazza. In Ceronetti, però, la marionetta ha un’anima ed è ideofora cioè portatrice di idee senza rapporti con la tradizione dei normali burattini che raccontano storie.

Proprio queste marionette con un’anima segnano il legame di Guido Ceronetti con la città di Albano. Ben quarant’anni fa nel 1970 fa in un tinello a pian terreno nel centro storico albanense nasceva Il Teatro dei Sensibili.

Guido Ceronetti e la prima moglie Erica Tedeschi, nel decennio che va dal 1970 al 1981, portarono avanti un teatro di appartamento, un teatro dei poveri con le marionette con degli spettacoli di cui Guido era autore e attore e a cui assistevano personaggi del calibro di Paolo Milano, Nicola Chiaromonte, Linuccia Saba, Livio Zanetti, ma anche intellettuali come Guido Piovene, Eugenio Montale, Federico Fellini, Valentino Bompiani e Luis Buñuel. In queste rappresentazioni, come si legge in diverse testimonianze, per un pubblico ristretto e di élite si consumavano tè, biscottini (i crumiri del Casale) e mele cotte.

Così nacquero tanti copioni dal Faust, a Lo smemorato di Collegno, da I misteri di Londra, a La Iena di San Giorgio e dal 1986 da semplici spettacoli per gli amici in un tinello di Albano, il Teatro dei Sensibili ne ha fatta di strada con tournée nazionali e internazionali.

Nel suo libro “Trent’anni più due” Guido Ceronetti scriveva: “Il Teatro dei Sensibili ha avuto periodi di letargo prolungati e non pochi in separati risvegli, la sua fiamma, si è spenta e si è riaccesa, come per automatismo incantato, qua e là nel buio. Comincio a credere, senza uscire di scetticismo che possa continuare a vivere, anche senza di me, per un altro arco, in qualche luogo ancora imprecisabile – occhio solitario, piede battuto tre volte, colpo di gong repentino, maschera enigmatica, stupore e lutto di manichino. Ma se non seguitasse a vivere, se la letargia temporanea diventasse coma senza ritorno, come può perfidamente essere scritto nel suo destino, che importa? La gioia che ha portato, testimoniata dalle nostre puntuali cassette postali per gli spettatori e anche da una quantità di recensioni e di altri messaggi resta. La felicità distribuita dai miei geniali artisti – attori, musicisti e figurativi – ai quali va tutto il mio fortissimo ringraziamento, è un patrimonio invisibile illimitato, una delle più modeste medaglie guadagnate da incruenti, da mitissimi, sul campo”.

In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera nel 2010 in occasione del quarantennale del Teatro dei Sensibili Guido Ceronetti si sentiva molto legato al questa sua forma teatrale: "Adesso tutto mi è diventato più difficile, sono una vecchia marionetta che in scena sbanda, che l’Animatore regge con mano malferma. Però, con qualsiasi pubblico, il mio rapporto è tutt’ora dei più fortunati e felici”.

Guido Ceronetti, si sentiva anch’egli una marionetta, a cui quasi cinquanta anni fa egli diede anima, idee, ossessioni in una dimensione quasi iper-realistica e iper-surrealistica in un piccolo tinello di Albano.

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