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La discarica di Roncigliano

La discarica di Roncigliano

Stop alla discarica di Roncigliano, si cercano soluzioni per evitare l'emergenza

Come sta succedendo per la discarica di Malagrotta, anche quella di Cecchina è stata interdetta per ordinanza del prefetto. Si cercano soluzioni alternative per evitare l'emergenza rifiuti

Albano come Roma e i sindaci dei Castelli come Ignazio Marino: in queste ore c'è un filo che lega la Capitale e la sua Provincia e il tema conduttore  è sempre quello dei rifiuti. La decisione del Prefetto Pecoraro di adottare un provvedimento di interdizione degli impianti di smaltimento dei rifiuti riconducibili a Manlio Cerroni, coinvolto nell'inchiesta rifiuti del Lazio, rischia di creare una vera e propria emergenza sanitaria.

Secondo la decisione adottata del prefetto, sulla base del decreto legislativo 159/2011 conosciuto anche come codice delle leggi antimafia, gli enti locali non possono  instaurare o continuare ad avere rapporti di servizio con la società sottoposta a misura interdittiva, in questo caso la Pontina Ambiente. In conseguenza di questo il Comune di Albano che ospita il sito di discarica, così come gli altri nove comuni che sversano i propri rifiuti a Roncigliano non possono continuare il conferimento. La discarica di Roncigliano non è chiusa, come è stato erroneamente divulgato da alcuni organi di stampa locali, ma ne è solo al momento vietato l'utilizzo.

"Sono evidenti quindi le immediate ripercussioni sull’ordinario espletamento del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani e le conseguenti problematiche igienico-sanitarie, dal momento che è impossibile trovare un’alternativa immediata a questa delicata situazione", scrive con preoccupazione alla stampa il Sindaco di Albano Nicola Marini.

Per tamponare in via straordinaria la situazione il Comune di Albano sta predisponendo un’ordinanza “contingibile e urgente” per permettere alla società Volsca Ambiente E Servizi che gestisce la raccolta di rifiuti, l’utilizzo della discarica e dell’impianto di trattamento meccanico dei rifiuti almeno per  ulteriori 90 giorni, analogamente a quanto fatto dal Comune di Roma rispetto alla discarica di Malagrotta.

Nella giornata di ieri a Palazzo Savelli è stata convocata una conferenza dei servizi con tutti gli organi competenti al fine di affrontare la situazione che assume sempre più i tratti di un'emergenza, con il disappunto di tutti i sindaci presenti nessun rappresentante della Regione Lazio è arrivato all'incontro. Per questo ora si chiede un tavolo tecnico di concertazione regionale.

"La Regione Lazio, unico organo competente in materia, dovrà indicare in maniera chiara quale sia la soluzione, la linea che intende portare avanti per assicurare una corretta gestione del ciclo dei rifiuti e ci consenta di impedire che le nostre strade vengano sommerse dai rifiuti", ha chiesto il sindaco Marini.

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