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Inceneritore: i deputati M5s ottengono l'accesso alla convenzione Coema-Gse

Dopo oltre un anno e mezzo di richieste di accesso da parte dei comitati e dell'amministrazione comunale, con il supporto dei deputati del M5s è stata resa pubblica la convenzione Coema-Gse per l'inceneritore di Albano

Un anno e mezzo per rendere pubblica la convenzione preliminare tra il Coema e il Gestore dei Servizi elettrici in merito alla costruzione dell'inceneritore di Albano, una convenzione per cui l'amministrazione comunale si era vista per ben due volte respingere la richiesta di accesso agli atti.

Questa volta la richiesta di accesso firmata da alcuni deputati del Movimento 5 stelle è andata a buon fine e il testo della convenzione preliminare reso pubblico: cosa si dice nella convenzione? Perché era un testo così importante per la lotta all'impianto portata avanti dai comitati No Inc?

“C’è voluto un anno e mezzo, ma finalmente è divenuta pubblica la convenzione preliminare Co.E.Ma.-G.S.E che  permetterebbe, ancora oggi,  l’uso dei fondi pubblici CIP-6 e Certificati Verdi per la costruzione e gestione dell’Inceneritore di Albano.”, spiega in una nota di stampa Daniele Castri, rappresentante legale del Comitato No Inc.

“Ora possiamo affermare con certezza che i presupposti su cui si basa questo documento sono stati smentiti dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 1640 del 22 marzo 2012 che ha vietato l’uso dei fondi pubblici CIP-6 e Certificati Verdi per la costruzione e gestione dell’Inceneritore dei Castelli Romani. Questa convenzione, quindi, deve essere immediatamente annullata dagli Enti competenti, affinché non diventi mai e poi mai una convenzione definitiva.”, riferiscono dal Comitato No Inc, che lo scorso venerdì si è recato in Regione per consegnare simbolicamente il testo al Presidente Zingaretti, chiedendone la revoca.

Basandosi sui contenuti del testo della convenzione la costruzione dell'inceneritore di Roncigliano si basava sullo stanziamento dei fondi Cip-6 non più erogabili per effetto sia della normativa europea che della sentenza del Consiglio di Stato, che se da un lato dava il via ai lavori dell'inceneritore dall'altro lo privava dei fondi necessari per la realizzazione. Come commenta il Comitato No inc, sarebbe il caso di dire no Cip-6, no inceneritore. Insomma i soldi non ci sono e forze nemmeno l'impianto.

 

 

 

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