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Albano: inceneritore, la Regione dà l'avvio ai lavori

La Regione Lazio ha chiesto al Coema di trasmettere il cronoprogramma dei lavori, ma il Ministro Clini dice che l'impianto di Albano non è necessario

Sembra quasi una schizzofrenia amministrativa quella della Regione Lazio:  nello stesso in giorno il cui il dipartimento di salute pubblica intima alla Pontina Ambiente di produrre tutte le analisi idonee per verificare lo stato di inquinamento della discarica di Roncigliano  contemporaneamente il dipartimento attività produttive chiede al Coema di inviare il cronoprogramma per l'avvio della costruzione dell'inceneritore di Albano da completarsi entro il 22 novembre 2015, quando scade l'Aia, l'autorizzazione integrata ambientale.

Per ora non si sa se e quando partiranno effettivamente i lavori, infatti sulla costruzione dell'inceneritore di Albano c'è ancora un grande interrogativo: mancano i finanziamenti pubblici per avviarne la costruzione, sarà disposto il Coema ad assumersi il rischio d'impresa? Si parla di 500milioni di euro e non sono di certo spiccioli.

"Come sapete - ha spiegato ieri il sindaco di Albano Nicola Marini in un incontro con i giornalisti - fino a una certa data impianti di questo tipo avevano la possibilità di essere finanziati con i proventi della bolletta energetica e l'impianto di Malagrotta che è il gemello di quello di Albano è stato finanziato con questa procedura. Coema che lo ha realizzato di tasca sua non ha messo nulla ha semplicemente attivato i finanziamenti del noto CIP6".

"Nel caso dell'impianto di Albano il Consiglio di Stato - continua il Sindaco - ha avvallato le pur non corrette procedure amministrative stante lo stato emergenziale, ma ha inibito i finanziamenti Cip 6 perché stanziati fuori tempo massimo. Il consorcio Coema deve attivare quindi proprie finanze, ma con possibili rientri economici non definiti".

Si parla di un possibile finanziamento totale da parte dell'Ama che potrebbe sfruttare la sua maggiore solidità finanziara, acquistando la maggioranza di Coema. Al momento quindi non si sa se e quando effettivamente i lavori partiranno.

Oltre all'enigma dei finanziamenti un altro interrogativo si pone sulla costruzione del termovalorizzatore di Roncigliano: il Cdr (il materiale combustibile che fa funzionare gli inceneritori) prodotto attualmente nel Lazio, non è già in grado di far funzionare a pieno regime le sei linee attive o da attivare negli impianti già costruiti nel Lazio, ovvero due a San Vittore, due a Colleferro e due eventuali a Malagrotta. Gli impianti di termovalorizzazione devono funzionare 365 giorni l'anno, 24 ore su 24, e per farli bruciare devono per forza di cosa ricevere Cdr dall'esterno.

"A cosa servono le ulteriori due linee dell'mpianto di Albano? - si chiede il sindaco Marini - Evidentemente non brucierà rifiuti nel Lazio e quindi  più forte è la contestazione alla costruzione anche per una convinzione personale che questi impianti sono ormai superati da altri sistemi di smaltimento. I rifiuti del Lazio non bastano neanche a far funzionare gli impianti esistenti. Su questo aspetto nessuno mi ha saputo dare risposta".

Un dubbio questo che è forse è venuto anche al Ministro Clini, il ministro che conosceva già la sentenza del Consiglio di Stato e si diceva soddisfatto della procedura autorizzativa di Roncigliano, che ieri in conferenza stampa ha dichiarato candidatamente: "L'inceneritore di Albano potrebbe non essere necessario".

Intanto i comitati No Inc hanno chiesto la convocazione di un consiglio comunale straordinario e aperto alla partecipazione della cittadinanza per discutere del tema avvio del cantiere per la costruzione dell’inceneritore e delle altre questioni legate alla discarica.

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