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Giacomo Mammarella neo segretario del PD di Pavona

Giacomo Mammarella neo segretario del PD di Pavona

Pavona: Giacomo Mammarella è il nuovo segretario del Partito Democratico

Il 27enne Mammarella è il nuovo segretario del circolo del PD di Pavona che aveva rimandato il congresso per alcune irregolarità lo scorso ottobre. Ora subito al lavoro per le elezioni europee e le amministrative del 2015

Giacomo Mammarella, 27 anni, è il nuovo segretario del circolo del Partito Democratico di Pavona. E' stato eletto dopo che il congresso di ottobre era stato sospeso per irregolarità e dopo una fase di commissariamento del circolo. Obiettivi del nuovo segretario: tenere coeso il gruppo dirigente e contribuire al rilancio dell'azione amministrativa a un anno dalle elezioni comunali.

Segretario, lei ha vinto il congresso dopo una fase difficile del circolo di Pavona. Come affronta questo suo incarico?

La mia disponibilità ad assumere l'incarico della segreteria del Partito Democratico di Pavona vuole essere certamente un segno di continuità e al contempo di rinnovamento del gruppo dirigente. Sono sempre stato legato al territorio di Pavona  anche se per alcuni anni ho vissuto a Cecchina ed è lì che ho fatto le prime esperienze nel direttivo di partito, conosco bene tutti i dirigenti del circolo pavonense con cui ho condiviso congressi, feste de l'Unità e attività a livello comunale oltre ai problemi della cittadina, dal momento che mi sono ritrasferito qui da più di un anno.

Credo che affronterò questo incarico senza perdere un giorno, perché l'attività del gruppo dirigente è stata costante e quotidiana e così continuerà a essere a prescindere da chi oggi ricopre la figura apicale di sintesi come quella del coordinatore. E' vero che a novembre il congresso è stato rimandato e si è reso necessario farci guidare da una figura di garanzia inviata dal livello provinciale, ma a percorso concluso siamo riusciti a ritrovare la nostra consueta unità. D'altronde le persone che componevano la lista contrapposta alla mia non sono nostri avversari ma pur sempre compagni e amici di partito con cui lavorare per un obiettivo comune. Adesso che abbiamo ritrovato serenità possiamo insieme prepararci ad affrontare la vera sfida che è quella delle europee tra due mesi e soprattutto delle amministrative del nostro comune tra un anno.

Quale sarà il vostro ruolo politico per rilanciare l'azione amministrativa della giunta Marini che di fatto si è cristallizzata per i ricatti di parte della maggioranza?

Ovviamente il ruolo del partito è quello di stimolare l'amministrazione e la maggioranza: noi siamo con Nicola per rilanciare l'attività oggi e per arrivare a vincere nel 2015. Ovviamente non è nelle possibilità del singolo circolo territoriale rilanciare un'amministrazione complessa come quella di un comune di oltre 40 mila abitanti, ma in concerto con gli altri segretari e con il ruolo del segretario dell'unione comunale, possiamo alimentare il dibattito sui temi e affrontare insieme quello che sarà l'impostazione della campagna 2015.

Abbiamo fatto molto e ce lo riconoscono, ma questo non ci regala la riconferma a palazzo Savelli. Dobbiamo avere un programma preciso, una coalizione credibile e un rinnovamento di fatto delle figure apicali proposte per la giunta e il consiglio comunale prossimo. In questo il segretario Renzi ha dato il giusto indirizzo e la giusta spinta propulsiva per rilanciare il Pd tutto.

Dopo il manifesto che il partito comunale ha affisso per la città in cui accusava “i soliti noti”, è evidente che non resta altra alternativa che proseguire con chi ci sta, con dedizione e disciplina, anche se con numeri ristretti: perché se nel 2010 la necessità era quella di sradicare un potere clientelare che si era stratificato nei 10 anni di destra, nel 2015 deve essere quella di fare un governo di rinnovamento della città nel senso visibile del termine. Il problema infatti non sono le destre che sono senza leader e senza programma credibile, visto che sono gli stessi soggetti che hanno lasciato Albano in brandelli, ma quanto accade altrove. Ovvero sulle sfide che lanciano soggetti politici che si definiscono di sinistra, cercano un percorso a sinistra, ma sono critici con questa amministrazione: dobbiamo unire camminare insieme, affrontarli a viso aperto sui temi che oggi chiamano “grillini”, ma che semplicemente sono l'agenda moderna delle città come il ciclo rifiuti o le energie rinnovabili.

Lei è uno dei segretari più giovani nella storia del Partito democratico di Albano Laziale. La sua elezione può essere considerata un inizio della "rottamazione" di una classe politica di Albano che ha fatto il suo tempo? 

In realtà non credo affatto di essere il più giovane: l'ex segretaria di Cecchina Sara Montoni ha assunto la guida del circolo a 22 anni, dopo anni di militanza nell'organizzazione giovanile; e io stesso a Pavona vado a prendere il testimone lasciatomi da Marco Lucci che è diventato segretario a 27 anni ancora da compiere, quindi tecnicamente poco più giovane di me che invece li ho compiuti il mese scorso!

Non credo infatti che i circoli del Partito Democratico di Albano Laziale abbiano bisogno di rottamazione e di cambio di passo: è un gruppo, sia nel partito che nell'amministrazione, molto giovane e fresco. Noi qui siamo molto attenti al ricambio e al rinnovamento da anni e questo mi rende orgoglioso del mio Partito, diversamente del livello nazionale che invece ci ha lasciato spesso perplessi nelle scelte proprio perché non in sintonia col paese. Ciò che va rottamato ad Albano non sta dentro il Pd, i “soliti noti” di cui già ho accennato e che dobbiamo cercare di marginalizzare dalla politica albanense: di rottamare dall'amministrazione, non sono nel pd. Abbiamo dovuto fare un pezzo di percorso insieme per impiantare il seme del rinnovamento, dando l'esempio come partito innanzitutto, ma già oggi non sono più in maggioranza e credo proprio che non ce li ritroveremo in coalizione tra un anno.

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