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Sabato, 21 Maggio 2022
Albano Albano Laziale / Via San Pancrazio

I fondi per il Lago Albano dirottati sul restauro della Cattedrale di San Pancrazio

Ad annunciare il cambio di destinazione dei fondi europei destinati al Parco dei Castelli Romani è stato il consiglire regionale di Sel, Filiberto Zaratti: i soldi andranno per il restauro della Cattedrale di Albano di proprietà della Curia

Niente più realizzazione di percorsi ciclabili e sentieri accessibili per diversamente abili, punti informativi e restauro del Ninfeo Bergantino, sulle rive del Lago Albano: la somma di circa 1.8 milioni di euro dei fondi europei del Por-Fers destinati al Parco dei Castelli Romani, saranno utilizzati per il restauro della Cattedrale albanense di San Pancrazio e del vicino Museo diocesano, di proprietà della curia vescovile e non per interventi di carattere ambientale. La decisione arriva dalla Regione Lazio.

La denuncia di questo repentino cambio di destinazione dei fondi arriva dal consigliere regionale di SEL Filiberto Zaratti: "Su questa vicenda avevo presentato un’interrogazione urgente alla Presidente della Regione e all’assessore all’ambiente con l’obiettivo di rendere nuovamente disponibile il finanziamento per l’area protetta. Oggi la risposta arriva dal bollettino regionale del Lazio: la Regione, ha stanziato a beneficio dell’Ente di Gestione del Parco dei Castelli Romani 560mila euro per il restauro della Cattedrale di Albano e 800mila euro per il restauro completamento del vicino Museo Diocesano, per un totale di euro 1.360.000, a fronte di una spesa complessiva di euro 1.700.000 a carico del Parco”.

Per il consigliere regionale il cambio di destinazione dei fondi andava chiarito soprattutto perché vanno a finanziarie una proprietà privata della Curia Vescovile e non l'area protetta del Parco: “Stiamo parlando di una vicenda inquietante e grave - ha precisato Zaratti - sulla quale ho presentato un’interrogazione urgente all’assessore regionale all’ambiente chiedendogli per quali ragioni si sia rinunciato all’utilizzo di fondi per i progetti inizialmente previsti, siti in aree di proprietà pubblica, a favore di progetti di proprietà curiale e dunque privata. Nulla in contrario al restauro del museo e della Cattedrale, ma certo nel caso specifico è necessario fornire spiegazioni sul cambio di destinazione dei fondi”.

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