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Discarica di Roncigliano: casi sospetti di aborti per malformazioni ai feti

La denuncia arriva dal blog "Sotto terra il treno" di Pavona che sta conduncendo uno studio tra gli abitanti della zona della discarica di Roncigliano. Secondo le testimonianze stanno aumentando i casi di aborti e malformazioni ai feti

Lo striscione degli abitanti di Villaggio Ardeatino

Il blog cittadino del comitato "Sotto terra il treno" di Pavona sta raccogliendo le testimonianze dei cittadini che vivono intorno alla discarica di Roncigliano ad Albano. Dai racconti riportati dal comitato sono allarmanti i casi di interruzioni di gravidanza per gravi malformazioni dei feti, uno degli indicatori delle pericolosità delle discariche.

Ricordiamo che nel raggio di meno di un chilometro dalla discarica vivono più di duemila cittadini divisi tra il comune di Ardea e quello di Albano e dopo la costruzione del VII invaso la distanza in linea d'aria si è accorciata anche a poco più di 700 metri. Nei primi mesi dell'anno sono state due le coppie a dover interrompere la gravidanza entro il sesto mese a seguito di diagnosi prenatale di gravi malformazioni congenite.

"In questi giorni - scrive il comitato Sotto terra il treno -ci sono arrivate decine di segnalazioni anche dalla zona di Ardea vicino alla discarica in merito ad altissime incidenze di interruzioni di gravidanza, sia in seguito di diagnosi prenatale di gravi malformazioni congenite sia per gravidanze extrauterine. Invitiamo le persone che vivono nella discarica di Albano denunciare con forza questa forma di violenza della discarica, che lede pesantemente il diritto alla vita, a raccogliere le cartelle cliniche e tutta la documentazione medica da sottoporre all’attenzione dei nostri esperti di onco-ematologia e a prendere contatti con i comitati".
 
Il Comitato si rivolge alle amministrazioni locali chiedendo al sindaco di Albano Nicola Marini di prendere provvedimenti immediati, e anche posizioni da parte di Marco Mattei, assessore regionale all'ambiente, e al ministro Clini, il primo che avvallò la costruzione dell'inceneritore di Albano e l'altro che in questi giorni è sotto il fuoco incrociato per la creazione di una Malagrotta 2.

Una delle richieste del Comitato di Pavona è la chiusura immediata della discarica con un'ordinanza del sindaco. Però forse il Comitato non ricorda che nel 1998 si fece un'analoga ordinanza di chiusura sempre per la paventata pericolosità della discarica. Risultato? Una causa con la Pontina ambiente durata 14 anni e 6 milioni di euro di risarcimento che il Comune di Albano deve pagare per danni proprio alla società del tanto vituperato Manlio Cerroni.

 

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