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Albano, protesta simbolica dei commercianti: “Accendiamo le nostre insegne”

Una protesta per dire “Ci siamo”, i commercianti di Albano consegneranno una lettera al sindaco indirizzato al premier Conte per dire che il commercio non può vivere una quarantena perpetua

Il 27 aprile prossimo una rappresentanza dei commercianti di Albano ha deciso di organizzare una protesta simbolica per dimostrare la voglia di ripartire, ma anche quella di non poter vivere una quarantena perenne, con ipotesi di “fase 2” quasi irrealizzabili.

Verranno accese dopo due mesi le insegne dei negozi e verrà consegnata al sindaco Marini una lettera indirizzata la premier Giuseppe Conte per chiedere che la ripartenza sia sostenibile e soprattutto possa permettere la sopravvivenza di quelle attività che mal si conciliano con il distanziamento sociale in primis bar, ristoranti e palestre.

“Per molti di noi riaprire vuol dire suicidarsi – si legge nella lettera - Siamo sempre stati attenti, scrupolosi, amorevoli nei confronti dei nostri dipendenti che consideriamo la nostra seconda famiglia, e non poter garantire a nessuno, noi stessi compresi, un futuro dignitoso e con un minimo di certezze significherebbe fallire, in primis a livello umano, poi a livello economico”.

La rappresentanza dei commercianti chiede al Governo sostegni concreti molto più di quanto fatto fino ad ora: sospensione di tutte le scadenze fiscali, la sospensione di mutui e leasing, aiuti concreti sui canoni di locazione e contributi a fondo perduto.

“Chiediamo all'amministrazione comunale di rendersi portavoce per non far svanire quel tessuto socio-economico che ci contraddistingue da sempre. Dietro ogni attività qualunque essa sia, c'è una storia, ci sono delle persone, ci sono dei sentimenti.  Abbiamo accettato senza batter ciglio le vostre misure sanitarie, ora è arrivato il momento di reagire, di riaccendere quel motore che a causa del COVID19 è stato spento. Abbiamo bisogno di misure reali e forti!”.

L’assessora alle attività produttive: “Serve un lavoro attento e costante di tutti”

L’Assessora alle Attività Produttive, Franca Anna Di Matteo, in una nota di stampa sulla situazione del commercio locale ha evidenziato come in un momento di difficoltà c’è bisogno di mettersi tutti al lavoro per superare la crisi: Le difficoltà e relative opportunità devono prevedere una maggiore e più articolata attenzione. I comuni non hanno risorse a disposizione e stanno promuovendo incontri tra tutte le componenti sociali, sindacali e politiche per affrontare in maniera precisa ed organica le difficoltà. Difficoltà che non saranno solo a breve scadenza ma, purtroppo ci costringeranno ad un impegnativo lavoro che durerà molto tempo. Non siamo insensibili né miopi al richiamo e alle richieste che ci vengono dalla base, per quello abbiamo cercato di dare risposte immediate per quanto di nostra competenza sulla tassazione locale, i parcheggi e gli affitti comunali. Confermo che non esistono ricette miracolose, e chi le adombra, fa solo bassa speculazione politica. Solo un attento e costante lavoro delle componenti coinvolte, ci potrà aiutare ad uscire tutti insieme da questo momento difficile”.

La proposta di Fratelli D'Italia: "Le indennità comunali in un fondo per i commercianti"

Il gruppo di Fratelli D’Italia propone di devolvere le indennità trimestrali di consiglieri, sindaco e assessori a un fondo in supporto dei commercianti per aiutarli nel pagamento di affitti e utenze.

“Un gesto di solidarietà, seppur piccolo ha un significato. Si può istituire un piccolo fondo con un bando che consiste solo nell'inviare la bolletta della luce per i locali commerciali di Albano Pavona e Cecchina chiusi per decreto e in affitto. Si pagano in ordine di arrivo al protocollo con una sorta di click day fino ad esaurimento fondo. Un 'idea, un piccolo gesto di solidarietà”, si legge sul profilo facebook di Fratelli D’Italia di Albano.

Sulla proposta dell’opposizione l’assessora Di Matteo ha espresso delle perplessità sulla portata concreta dell’intervento: “Parlare di solidarietà è sempre una cosa positiva e mi trova sempre d’accordo, da qualsiasi parte provenga. È per questo che desidero sposare l’idea proveniente dai colleghi di Fratelli d’Italia. Devolvere gli emolumenti dei consiglieri e degli assessori, ad un fondo destinato a sostenere i commercianti in difficoltà mi sembra una iniziativa lodevole, se fatta però da tutti i rappresentanti istituzionali, a tutti i livelli. Mi permetto però di esprimere le mie personali perplessità. Dopo un'attenta analisi sull’effetto dell’iniziativa, ho dei dubbi sulla sua efficacia”.

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“Offrire un contributo di 30/35€ Euro per ogni singola unità produttiva (a tanto ammonta la somma che si raccoglierebbe), a prescindere dalla dimensione e dalle potenzialità commerciali degli stessi, mi sembra leggermente offensivo nei confronti di chi lo riceve. Se FdI pensa di risolvere il problema delle attività commerciali con merendine, brioche ed elemosine, evidentemente non ha compreso la portata e la gravità dei problemi. È un vero e proprio insulto all’intelligenza ed alla dignità degli operatori commerciali”.

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