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Dai Comitati di quartiere la proposta di un consorzio per la gestione integrata ambientale

Il modello è quello del Consorzio dei Naviglia in Lombardia che effettua la cosiddetta raccolta porta a porta spinta e che crea opportunità di lavoro con uno sguardo alla tutela dell'ambiente

Il coordinamento dei Comitati di quartiere

Alla fine del mese di novembre verrà presentato ufficialmente il progetto promosso dal Coordinamento dei Comitati di quartiere di Albano per la realizzazione di un consorzio o di un’unione tra i comuni dei Castelli Romani per la gestione ambientale integrata formato, per lo meno inizialmente, dai dieci territori che confluiscono i loro rifiuti nella discarica di Roncigliano, a Cecchina.

Il modello a cui si ispira la proposta dei Comitati di quartiere, già avanzata negli anni scorsi da associazioni e movimenti, si ispira al Consorzio dei Navigli in Lombardia, un modello di gestione dei rifiuti che risulta vincente per i livelli molto alti di raccolta differenziata e per l'efficienza finanziaria e fattiva del sistema. Il Consorzio dei Navigli è una punta di eccellenza del ciclo dei rifiuti della Lombardia e si compone ad oggi di 22 Comuni con un bacino di utenza di più di 127.000 abitanti. 

Il Coordinamento dei Comitati di Quartiere di Albano ritiene che “una strada per convincere i sindaci a costituire l’Unione dei Comuni per la gestione ambientale integrata sia quella che la proposta venga direttamente dai cittadini, attraverso le associazioni che da anni operano sul territorio per la salvaguardia dell’ambiente”. Proprio a tal fine sono state contattate e coinvolte associazioni di tutto il bacino della discarica di Roncigliano.

L’obiettivo che i comitati di quartiere di Albano e le associazioni si prefiggono è quello di sollecitare, subito dopo il 23 novembre, tutti i sindaci a “costituire un tavolo tecnico che valuti, in tempi brevi, un possibile statuto per la costituzione dell’Unione dei Comuni e, nel contempo, prendano l’impegno formale che, al termine dei lavori di questo gruppo ristretto, convochino il Consiglio Comunale per l’approvazione a maggioranza dello statuto del nuovo ente”. Insomma l’input è stato dato, sta ai sindaci saperlo raccoglierlo.

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