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Albano, inceneritore: il Comune chiede la revisione dell'Aia

Il Comune di Albano speranzoso sulle parole dell'assessore Regionale Civita chiede la revisione dell'Aia per l'inceneritore di Roncigliano. Intanto il No Inc pensa a nuove iniziative

Il Palazzo Comunale di Albano

Ad accendere le speranze su un possibile stop alla costruzione dell'impianto di termovalorizzazione di Roncigliano direttamente dal governo della Regione Lazio, sono arrivate le parole pronunciate qualche giorno fa dall'Assessore regionale ai Rifiuti Michele Civita che ha affermato come "l'impianto di Albano è simile all'impianto di Malagrotta. Quest'ultimo, nonostante sia stato realizzato nel 2008, non è ancora entrato in funzione e c'è chi sostiene che ci siano delle difficoltà tecniche e chi invece ritiene che non funzioni perché l'Ama non ha mai fatto il contratto di servizio, quindi non ha dato le garanzie sulla quantità di rifiuti per poi attivare le altre linee ed implementare l'attuale impianto".

"È evidente che – ha concluso l'assessore – prima bisognerà sciogliere questi dubbi e capire lo stato dell'arte di un impianto che già esiste, poi si dovrà affrontare, se avremo la possibilità di poterlo valutare politicamente, la questione dell'impianto di Albano. Prima di realizzare un altro impianto, quindi, verifichiamo gli attual".

Forte anche di queste affermazioni il Sindaco di Albano, Nicola Marini, ha depositato proprio ieri l'istanza di riesame di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) con la quale veniva autorizzata la costruzione dell'inceneritore. Si tratta sostanzialmente di una richiesta che viene fatta sulla base delle certificate e mutate situazioni ambientali dell'area di Roncigliano, in cui la costruzione di un inceneritore creerebbe un inevitabile ed insostenibile aggravio delle già critiche condizioni ambientali, sia in termini di qualità dell’aria che di falda acquifera.

Inoltre c'è in ballo ancora la partita giurisdizionale sul cronoprogramma della Regione Lazio proprio relativo alla costruzione dell'impianto di termovalizzazione: il prossimo 7 maggio si riunirà il Consiglio di Stato in seduta collegiale per discutere del merito della sospensiva sul cui esito il primo cittadino si dice fiducioso, dato che già era stata accolta dal giudice monocratico.

"La battaglia per evitare la costruzione dell'inceneritore –ha spiegato  il delegato ai rifiuti Luca Andreassi – sta rapidamente volgendo all'atto conclusivo. Il lavoro di questi ultimi mesi, fatto insieme ai nostri legali, ha consentito di creare le premesse per la richiesta di revisione dell'AIA. Oggi non siamo più solo noi ad affermare che quell'area non è in grado di sopportare nessun altro insediamento industriale, ma è la stessa Regione Lazio a chiedere di fare chiarezza. Come è  possibile che la Regione da una parte esprima timore per la situazione ambientale dell'area e dall'altra estenda l'autorizzazione integrata? La Regione deve necessariamente rivalutare lo stato di salute dell'area".

Intanto in questo fine settimana fino a martedì 7 maggio sarà allestito proprio a Roncigliano dal comitato No Inc uno spazio informativo di confronto, di incontro e discussione con la cittadinanza dei Castelli Romani: " Chiederemo a tutti i residenti di Villaggio Ardeatino, Cancelliera, Cecchina e Roncigliano, di portarci un campione d’acqua dei propri pozzi per monitorare lo stato d’inquinamento delle falde acquifere estserne al noto sito di smaltimento rifiuti. In attesa, certo, di conoscere dall’Amministrazione Marini lo stato di
inquinamento delle falde acquifere interne all’area della discarica di Roncigliano.”

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