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Albano: tra 60 giorni si conoscerà la decisione del Consiglio di Stato sull'inceneritore

Ancora due mesi con il fiato sospeso per sapere se l'impianto di termovalorizzazione di Albano potrà essere costruito o verrà confermato lo stop dato dal Tar del Lazio nel 2010

Si dovranno aspettare ancora 60 giorni per conoscere il destino dell'impianto di termovalorizzazione di Albano che dovrebbe sorgere nell'attuale discarica di Roncigliano. Ieri nell'udienza di merito del Consiglio di stato a sorpresa c'è stato un acceso dibattimento richiesto dal legale di Manlio Cerroni che per la prima volta, in assenza dei colleghi rappresentanti di Acea e Ama ha richeisto di presentare le sue risposte alle deduzioni dei comitati cittadini.

Daniele Castri, referente legale del comitato No Inc ha descritto così l'udienza di ieri davanti ai giudici di massima istanza amminsitrativa: "Diverse, da parte nostra, le eccezioni sollevate: l’assenza d’una regolare gara d’appalto by-passata con un decreto di pubblica utilità per l’assegnazione diretta dell’incarico; l’uso improprio, vietato dalla UE, di fondi pubblici destinati ad energie verdi e rinnovabili; la natura di prototipo industriale (il primo gassificatore al mondo raffreddato ad aria!?) dell’impianto di incenerimento; i pareri di totale contrarietà della Asl Rm-H ed ai relativi dati epidemiologici (un vero caso, permettetemi, di buona sanità!!); i recenti sversamenti di liquido assimilabile a percolato di discarica diluiti nelle piogge stagionali nel fosso di Valle Caia, fosso adiacente i locali vigneti ed abitazioni civili; l’inquinamento, certificato recentemente dall’Arpa Lazio, della falda acquifera sottostante la discarica di Roncigliano".

Del tutto particolare la risposta dei legali di Manlio Cerroni a queste eccezioni sollevate dai riccorrenti, come riferito da Castri: "Ma, secondo voi, ad eccezioni relative, in buona sostanza, al diritto dei cittadini alla salute e ad un ambiente salubre, indipendenti, ovviamente, dalla pessima politica dell’emergenza, si può rispondere che i singoli cittadini ricorrenti non sono legittimati a difendere, da soli, i propri interessi, poiché delegate a farlo son le istituzioni rappresentative che essi eleggono a tal fine?! Credetemi, ieri è successo!"

Ora per sapere il contenuto della sentenza definitiva emessa dalla V sezione del Consiglio di Stato si dovrà aspettare la pubblicazione prevista tra due mesi.
 

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