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Sabato, 4 Dicembre 2021
Aurelio Borgo / Via Innocenzo III

Via Innocenzo III scompare anche per il Municipio XIII

Da 17 anni il cantiere non vede una fine, i lavori sono fermi da due anni e la strada non compare nemmeno tra le priorità d’intervento dell’amministrazione appena insediatasi. A che punto è il progetto edilizio e perché persino la nuova Giunta non riesce a venirne a capo

Lavori eterni, come la città che li ospita. La situazione in cui verte il cantiere di via Innocenzo III, a pochi passi da San Pietro, va avanti ormai dagli anni '90 e da almeno due l’area è dimenticata a se stessa.

Un cantiere fantasma che occupa metà della carreggiata, un nodo talmente irrisolvibile per il Municipio XIII, essendo un progetto di edilizia privata, che scompare anche dalle linee programmatiche su cui in queste ore sta discutendo la Giunta.

Da che l’area doveva ospitare un polo multifunzionale, con albergo di lusso e servizi ai cittadini per oltre 12 mila metri quadri, da 17 anni invece via Innocenzo III è lo spettro di un’occasione mancata per il quadrante Nord-Ovest di Roma, nata come "un modo per valorizzare gli ettari di proprietà delle Ferrovie che si trovano tra i binari e via del Crocefisso, sfruttando anche il dislivello che esiste da via Gregorio VII alla stazione".

“E' vero, non c’è nelle linee programmatiche, ma parte delle difficoltà dipendono dal fatto che non abbiamo ancora reperito tutti i documenti sulla vicenda”, spiega la presidente del Municipio XIII, Sabrina Giuseppetti. Via Innocenzo III rimane così immutabile ma in un’area che si appresta però a essere coinvolta dal Giubileo, da un aumento del traffico, dei flussi turistici e progetti di cui già parla sia il Municipio XIII, sia il Campidoglio.

Perché il cantiere di via Innocenzo III è fermo da 17 anni

Gestita prima dalla ditta Roma 2000 SpA, poi dal 2003 dalla EURO srl, la competenza specifica del cantiere oggi non è in realtà del Municipio, ma del Comune.

Tuttavia, l’area rientra tra le opere a scomputo di cui avrebbe beneficiato anche il Municipio, ospitando un complesso alberghiero di lusso, diversi servizi pubblici e privati, attività commerciali, parcheggi e servizi culturali, considerando che gli abitanti di San Pietro e Cavalleggeri oggi sono sprovvisti di punti di aggregazione.

Che le aspettative si sarebbero scontrate con la realtà nell’Aurelio, lo percepì già l’allora vice presidente del XIII municipio, Stefano Zuppello, che nel 2016 fece anche un esposto alla Procura della Repubblica. "Dopo la chiusura della conferenza di servizi nel 2017, la convenzione del privato sull’area decadde per essere prorogata nuovamente nel 2018", spiega Biagio Capparella, assessore alle politiche urbanistiche e all’edilizia privata del Municipio XIII. Da allora tutto tace sull’avanzamento lavori. Tant’è che il 10 gennaio 2018 gli iscritti del Laboratorio San Pietro-Cavalleggeri depositarono un’interrogazione popolare, con cui chiedevano alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, “il punto della situazione”.

A distanza di due anni, ancora non è possibile risalire a quel punto. “Non abbiamo uno stato dell’arte sui lavori perché stiamo reperendo vecchie convenzioni e atti sia dalla precedente amministrazione del Municipio sia dal Comune”, spiega l’assessore ai lavori pubblici e alla mobilità del Municipio XIII, Salvatore Petracca,

“La proprietà è in stato fallimentare, già due ditte che hanno seguito i lavori sono fallite e altri operatori stanno cercando di prenderla in carico. Dal punto di vista della proprietà - spiega l'assessore Capparella - mi risulta che ci sia una trattativa in corso con un fondo privato che dovrebbe finalmente rilevare il cantiere e dargli una nuova destinazione d’uso, col passaggio al turistico ricettivo”. Nulla di certo, così come le sorti di un cantiere che tiene ostaggio la via di accesso ufficiale di San Pietro.

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