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Valle Aurelia, rinasce il borghetto dei fornaciari: Roma ritrova il suo antico gioiello

Ultimati i lavori su strade e piazzetta, a breve l’intervento sul sistema di smaltimento delle acque piovane e il ripristino del bus 495. Da li i mattoni per la costruzione della Città Eterna

foto Facebook: Comitato Valle dell'Inferno

Il borghetto di Valle Aurelia ritrova strade, vicoli e piazzetta. Si sono conclusi gli ultimi lavori di rifacimento di via delle Ceramiche, via degli Embrici e del piazzale con il capolinea del 495. 

Lavori nel borghetto di Valle Aurelia: torna anche il bus 495

La linea bus nei giorni scorsi era stata al centro di numerose polemiche con i residenti che, senza alcun preavviso, si erano ritrovati senza l’unico mezzo di trasporto pubblico a disposizione: lasciati a piedi da Atac che non aveva previsto nemmeno una navetta sostitutiva. Il 495 sarà ripristinato “a partire dalla fine di questa settimana, il tempo di far assestare il nuovo manto con i sampietrini” - ha fatto sapere Alessandro Volpi, presidente della commissione Lavori Pubblici del Municipio XIV. 

Il borghetto di Valle Aurelia si risveglia senza autobus: “sparite” le fermate del 495

Nel borghetto dei fornaciari lavori su strade e piazzetta

“Sembra impossibile pensare che si tratti della stessa zona di qualche anno fa invece grazie al lavoro del Municipio XIV, che ha recepito le istanze dei cittadini e del comitato di quartiere, dal degrado si è passato alla civiltà: marciapiedi, lampioni, fontanelle. C'è chi considera marginale questo tipo di lavorazioni preferendo pensare ai grandi piani strategici municipali (?), invece noi continuiamo a lavorare e dare il giusto valore anche a queste opere che contribuiscono a migliorare la qualità della vita dei cittadini, rimasti inascoltati per troppi anni. Ora - ha ricordato Volpi - per concludere la riqualificazione della zona manca ‘solamente’ il rifacimento di Via di Valle Aurelia il cui bando di gara, da parte del Dipartimento SIMU, è concluso e si è giunti alla fase di aggiudicazione”. 

La sindaca Raggi nel borghetto di Valle Aurelia: "Gioiello recuperato"

Prima dell’Epifania nel borghetto dei fornaciari di Valle Aurelia era arrivata anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi: “Il borghetto dei Fornaciari è un piccolo gioiello che abbiamo recuperato e riqualificato. Qui sembra che il tempo si sia fermato: un paese all'interno della città” - aveva commentato elencando l’intervento effettuato all’interno del quartiere. “Abbiamo rifatto le strade del borgo e recuperato i sanpietrini di via delle Ceramiche. Abbiamo poi realizzato nuovi marciapiedi e ripristinato l'illuminazione pubblica in tutte le vie”. In programma anche un intervento da oltre 3 milioni di euro per rifare il sistema di smaltimento delle acque piovane e per ripristinare il manto stradale in sanpietrini di tutta via di Valle Aurelia. “Siamo al lavoro - la promessa di Raggi - anche per recuperare la Casa del Popolo, ristrutturarla e riconsegnarla al più presto ai cittadini della zona”. 

Il borghetto dei Fornaciari: da li i mattoni per la costruzione di Roma

Il borghetto dei Fornaciari: un angolo di antichità e storia incastonato tra il Vaticano e la Balduina. E' proprio li, nel pieno di Valle Aurelia già Valle dell'Inferno, che in passato erano incessantemente in funzione diciotto fornaci di mattoni e laterizi da costruzione: un polo industriale attivo fino agli anni Sessanta e che oggi ricorda la sua storia di produzione, fatica e lavoro con i resti della fornace Veschi.

Un borghetto intorno al quale nacque inevitabilmente la comunità dei "fornaciari" costituita dalle famiglie degli operai che per decenni hanno modellato e reso mattoni l'argilla estratta dalle cave dei Monti di Creta. Quelli utilizzati per costruire Roma, papalina e Capitale, prima del sopravvento del cemento armato.

Dopo 40 anni riqualificazione per il borgo delle Fornaci: da lì i mattoni per la costruzione di Roma

Negli anni '80 la demolizione parziale del borgo

Circa duemila i residenti all'epoca dello spegnimento dell'ultima fornace, nel 1960. Nel 1981, equiparato l’insediamento ai borghetti formati da baracche, il Comune ne iniziò la progressiva demolizione assegnando agli abitanti del borgo le case popolari: solo le proteste dei Comitati di Quartiere, degli ex fornaciari stessi e di Italia Nostra riuscirono a salvare dall'indiscriminata furia della ruspa alcuni edifici del borgo per i quali poi fu deciso il risanamento, il recupero urbano. Con il quartiere circostante profondamente trasformato, con tanto di grande centro commerciale nel suo cuore, l’avvio da parte del Comune dei lavori di riqualificazione del borgo delle Fornaci: pronto a godersi il suo nuovo volto e vivere una seconda vita. 

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