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Alluvione, storie da Pantan Monastero: "Noi in mezzo alla furia del Rio Galeria"

Garage invasi da tre metri d'acqua, macchine e mobili da buttare, seminterrati rimasti vuoti con ancora il segno dell'acqua che ha travolto tutto. I residenti di via Ponzone: "Ora non abbandonateci"

Le stanze ai piani terra sono vuote. L'umidità è ovunque. Sulle pareti, a un metro e mezzo d'altezza, il segno del Rio Galeria che ha invaso garage e abitazioni. Fuori i resti del disastro: montagne di mobili e oggetti personali pregni di fango, da buttare. I residenti di Pantan Monastero sono a lavoro da giorni per ripulire le loro case dai danni dell'alluvione. Armati di calosce, pompe, camion per portare via i detriti, provano a tornare alla normalità.

"Quello che ho sempre visto solo in tv mi sono ritrovato a viverlo sulla mia pelle, sulla nostra pelle". Damiano e' tra gli abitanti di via Ponzone, una parallela di via di Casal Selce, rimasti travolti dalla piena. Già dalla mattina di venerdì, il venerdì dell'alluvione capitale che ha piegato la città [TUTTE LE FOTO], i garage della via erano completamente pieni d'acqua, fino al soffitto. Tre metri di marana che ha sommerso le auto, solo quelle per i più fortunati, i mobili, oggi inutilizzabili, e i locali seminterrati, da molti usati a scopo abitativo. 

Sì c'è chi dal posto auto, con pochi scalini, accedeva al salotto, alla camera, alla cucina. Tutto ridotto a un tappeto di fanghiglia. "Abbiamo buttato via tutto, il letto, la libreria, i miei strumenti musicali. Tutto".  Tutto quello che il Rio Galeria, primo affluente del Tevere, ha travolto come una furia. 

"Il fiume è esondato all'altezza del ponticello, quello che hanno rifatto a dicembre - ci racconta Damiano - lì forse il ponte ha fatto da inbuto, ha ostacolato troppo lo scorrimento del fiume, fatto sta che si sono formate due correnti forti e noi ci siamo ritrovati nel mezzo". 

VIDEO DA PANTAN MONASTERO

Solo ora, a distanza di 48 ore, una luce, ancora lieve, illumina il fondo del tunnel. "Dopo aver appurato che stiamo tutti bene facciamo la conta dei danni, che sono ingenti". Quanto? "Ancora non lo sappiamo con precisione, ma credo si possa parlare di 30-40 mila euro a testa". Che Damiano, e i suoi vicini, sperano un giorno di poter recuperare, magari "con un risarcimento del Comune". Chissà, presto per dirlo e presto per capire come, e se, l'amministrazione darà o meno un contributo economico ai cittadini di Casal Selce. "Un appello però vorremo farlo: non abbandonateci". 

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