Martedì, 22 Giugno 2021
Aurelio Valle Aurelia / Viale di Valle Aurelia

La Cna a Valle Aurelia: tremila firme per dire basta a nuovi centri commerciali

La Cna di Roma Commercio ha organizzato un presidio per raccogliere firme e dire basta alle aperture indiscriminate di nuovi centri commerciali dentro e fuori la capitale

Spuntano come funghi in una notte di pioggia, si stagliano all'orizzonte come galassie indipendenti, piani di parcheggi, indicazioni,  totem di luci artificiali che oramai circondano le nostre città; sono i mega centri commerciali. La capitale ne è circondata e questo è un dato di fatto, drogano l'offerta commerciale e piano, come un enorme serpente costrittore, stritolano il tessuto commerciale cittadino. Ma a Roma c'è qualcuno che ha preso coraggio e "con tutti gli strumenti a loro disposizione" ha dichiarato guerra alle aperture indiscriminate di questi giganti di cemento.

Ieri la Cna di Roma Commercio ha raccolto ben tremila firme per dire stop, in un presidio davanti a un luogo simbolo della battaglia contro le megastrutture dentro o a ridosso della città: l’area destinata alla costruzione ormai imminente del centro commerciale Forum di Valle Aurelia. Oltre 200 i commercianti che hanno risposto all’appello, occupando i gazebo allestiti per l’occasione. Presenti, oltre al direttore della Cna di Roma, Lorenzo Tagliavanti, il presidente della Commissione commercio di Roma Capitale, Ugo Cassone e il presidente del XVIII municipio, Daniele Giannini.
“File di serrande chiuse: è questo il panorama cui è destinata la città se l’amministrazione non bloccherà la costruzione di nuovi centri commerciali come questo sull’Aurelia. Speriamo che alle sue parole, sull’impegno a rivedere il Piano del Commercio, il sindaco Alemanno faccia seguire i fatti” dice Stefano Zarfati, coordinatore Cna di Roma Commercio.
 
“Aumenta l’offerta dei centri commerciali, mentre calano i consumi. Segno che le nuove strutture programmate non rispondono a nessuna esigenza del territorio. Nel primo trimestre di quest’anno, per alimentari e altri generi di prima necessità, i romani hanno ridotti i propri consumi del 2,5% rispetto al 2011. Un corsa inarrestabile: l’anno prima il calo era stato dell’1% - dice Lorenzo Tagliavanti Presidente Cna Roma-. Se diminuiscono anche i beni di prima necessità -senza contare abbigliamento e accessori, precipitati del 20%- è segno che la crisi sta davvero colpendo le famiglie. Persino le vendite di elettronica sono andate male, con un calo del 6%. E nei prossimi mesi, con i rincari previsti e l’Imu, la capacità di spesa delle famiglie si ridurrà ulteriormente: i centri commerciali non sono certo la risposta e la soluzione per tamponare questa emorragia. Al contrario, per rivitalizzare l’economia del territorio, vanno aiutati gli esercizi di prossimità. Il Piano del Commercio deve essere ripensato alla luce delle mutate esigenze della città, e l’amministrazione deve avere il coraggio anche di riconsiderare politiche adottate in passato: è questo il ruolo che le spetta” aggiunge Tagliavanti. 
 
La domanda si abbassa vertiginosamente e la lotta per accaparrarsi le poche risorse diventa sempre più cruenta. Una lotta senza quartiere, dove le moderne piazze artificiali saranno i soli luoghi di aggregazione, ma i piccoli commercianti non ci stanno e fanno gruppo, schierandosi fortemente contro i giganti del "tutto in una scatola".
 
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