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Agguato al Portuense: preso Vincenzo Bilotta, boss del Trullo

Arrestato Vincenzo Bilotta, per la gambizzazione avvenuta a Portuense il 19 settembre scorso. L'accusa è di tentato omicidio. Lui era fuggito in Calabria

L'accusa è di tentato omicidio ed è rivolta a Vincenzo Bilotta, 53 anni di origini calabresi, ritenuto colui che il 19 settembre scorso ha gambizzato un giovane pregiudicato romano di 32 anni. Bilotta, proprietario del bar dove è avvenuta la lite prime dell'agguato, era considerato il boss del Trullo. Inoltre Bilotta, fermato in provincia di Cosenza, aveva legami con la 'ndrangheta.

L'ARRESTO - L'arresto, effettuato dagli uomini della mobile, è avvenuto dopo dieci giorni di latitanza. E' stato fermato in un ristorante a Trebisacce, in provincia di Cosenza, mentre mangiava pesce in compagnia di tre amici. Le indagini sono state condotte dalla Dda di Roma e secondo quanto si è appreso, l'uomo viveva nella Capitale da circa trent'anni ma avrebbe mantenuto contatti con la 'Ndrangheta calabrese.

IL MOTIVO DELLA GAMBIZZAZIONE - E' stata un'offesa subita proprio nel suo bar davanti ai suoi 'uomini' a spingere Bilotta a premere il grilletto, quindi è da ricercarsi nello sgarro il movente del tentato omicidio. L'uomo, per difendere la sua credibilità dopo la lite con la vittima, era uscito in strada e davanti al bar ha sparato due colpi contro il giovane nel tentativo di ucciderlo. La vittima, poco prima dell'agguato, aveva anche impugnato delle forbici per difendersi. Poi la gambizzazione.

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LA FUGA - L'aggressore era scappato subito dopo l'agguato rifugiandosi in Calabria e facendo perdere le sue tracce. La polizia aveva perquisito la sua villa, senza riuscire però riuscire a rintracciarlo. La gambizzazione è considerata dagli investigatori "un errore di percorso nella carriera del boss": non essendo riuscito ad uccidere il giovane, che si riforniva di droga all'interno del bar, quest'ultimo ha collaborato con gli agenti permettendo la cattura dell'aggressore. (Fonte Ansa)

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