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Il Forte Portuense. Foto Zètema

Il Forte Portuense. Foto Zètema

Forte Portuense: stanziati 4 milioni e mezzo ma il progetto di riqualificazione non decolla

Il progetto di riqualificazione è fermo dal 2017 in Conferenza dei Servizi. Lo spazio, da piano regolatore destinato a verde pubblico e servizi locali, per essere restaurato e valorizzato, ha bisogno del via libera del Campidoglio

Cinque ettari di verde, con dieci gallerie ed una piazza d’armi. Il Forte Portuense è un piccolo tesoro di cui il quartiere non riesce a fruire. Fatta eccezione per qualche occasionale visita guidata, la struttura è infatti off limits.

Un progetto fermo

Il fortalizio, risalente alla fine dell'800, è al centro di un finanziamento pubblico del valore di 4,5 milioni di euro. Il progetto di recupero conservativo è però fermo in Conferenza dei Servizi. Da oltre tre anni, infatti, non si sblocca l’iter che consentirebbe di avviare il restauro e la bonifica della vegetazione che lo circonda. Per questo la commissione Trasparenza di Roma Capitale ha deciso di interessarsi della vicenda.

L'assenza del piano di valorizzazione

Il bene è di proprietà del Demanio, dunque del Ministero della Difesa. Il Comune ha avviato anche la richiesta di acquisirlo al proprio patrimonio, cosa resa possibile  dalla legge sul federalismo culturale. Ma la norma  "prevede sia possibile effettuare il passaggio se c'è prima la stesura di un piano di valorizzazione” ha spiegato l’architetto Cocco che, per il Campidoglio, è la responsabile del procedimento. Sono tuttavia mancate agli uffici le indicazioni su cosa si vuol fare di quello spazio.E quindi, il piano di valorizzazione, non è stato completato.

Come utilizzare il forte

“C’è una piazza d’armi che potrebbe essere destinata alle manifestazioni pubbliche, una vegetazione che va bonificata e che in prospettiva potrebbe diventare un parco cittadino, vari spazi che potrebbero essere destinati a servizi e poi vi sono delle gallerie, larghe  4 metri ed ottantae lunghe quindici che sono collegate da tra loro” ha spiegato il funzionario di Zètema, la società che ha ricevuto l’incarico dal Dipartimento SIMU di supportare il Campidoglio nella progettazione. 

Cosa prevedeva il progetto 

Per il Forte Portuense il progetto definitivo, fermo in Conferenza dei servizi, oltre al restauro prevede di destinare gli ambienti allo svolgimento di attività culturali, ricreative, laboratoriali e didattiche, connesse alla produzione artistica ed artigianale. Tuttavia, per dare impulso a quelle intenzioni e sbloccare l'iter amministrativo, serve un input del Comune di Roma. E' necessario anche per stabilire come dovrà essere organizzata la gestione e, di conseguenza, per decidere come farne fruire al pubblico.   Il forte, peraltro, insieme a quello di Bravetta, potrebbe essere destinato ad ospitare il Museo delle Dogane. Un’opzione che potrebbe comunque coesistere con le attività previste in fase di progettazione.

Il forte, dismesso nel 1967, da Piano Regolatore è destinato a verde pubblico e servizi pubblici di livello locale". Il quartiere però non ne ha mai realmente beneficiato. E la recente caduta del Municipio XI, non ha contribuito a fornire quell'indirizzo politico, sulle funzioni e sulla futura gestione del Forte, che gli uffici stavano aspettando. E' necessario quindi l'intervento del Campidoglio che, nel 2017, aveva dichiarato l'intenzione di destinare quel fortalizio, insieme ad altri, in spazi di aggregazione sociale e culturale.

La chiarezza richiesta

"La Commissione Trasparenza proporrà di riconvocare una seduta sul tema congiunta con le commissioni competenti. Ci auguriamo che, al più tardi in quella sede ha dichiarato Marco Palumbo, il presidente di commissione -  la Giunta comunale voglia chiarire i suoi obiettivi nel merito e speriamo che ogni eventuale idea di destinazione d’uso del Forte Portuense sia ampiamente discussa con la cittadinanza per cogliere le reali necessità e richieste del territorio in cui sorge”.

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