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Forlanini, il Tar: "Sì alla dismissione". La Regione "Ora riqualificazione partecipata"

A margine dell'ordinanza del TAR, la Regione Lazio lancia il portale "Nuova vita per il Forlanini". ZIngaretti: "Bisogna proseguire l'opera di risanamento, attraverso un progetto pubblico che coinvolga istituzioni e cittadini"

Niente sospensiva. Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso dei cittadini contrari alla dismissione annunciata dalla Regione. La delibera, approvata il 13 dicembre scorso dall'ente governato da Nicola Zingaretti va avanti. La possibilità di una alienazione dell’ospedale per 70 milioni di euro, si fa più concreta. Ma il percorso attraverso cui realizzarla, si fa meno lineare.

LA DESTINAZIONE PUBBLICA - C’è uno spiraglio di luce. “Secondo l’ordinanza con cui il Tar del Lazio ha respinto il ricorso, la procedura di dismissione avviata dalla Regione non viola la destinazione pubblica del compendio - spiega la Consigliera capitolina del M5s Gemma Guerrini - Una motivazione positiva per i ricorrenti, dal momento che vincola la Regione Lazio al rispetto di tale parametro”. Anche in forza di questa precisazione “Chiediamo alla Regione Lazio di dare piena attuazione all’obbligo di tutela dell’ex compendio ospedaliero e di valutare l’opportunità di riconvertire la struttura a finalità socio-sanitarie”.

LA PARTECIPAZIONE CITTADINA - Intanto dalla Regione arriva un commento. A farlo è il Governatore Nicola Zingaretti. “L’ordinanza del TAR rafforza la nostra convinzione che bisogna proseguire l’opera di risanamento del Forlanini attraverso un progetto pubblico, con il coinvolgimento delle istituzioni interessate e dei cittadini”. Alla luce di questa premessa, il presidente della Regione Lazio lancia il portale "Nuova vita per il Forlanini". Si tratta di uno sito  "attraverso cui i cittadini potranno esprimersi su servizi prioritari, tra cui quelli sociosanitari, culturali, relativi all’ordine pubblico e alla sicurezza oltre alla possibile destinazione per sedi amministrative pubbliche e sedi universitarie, come previsto dalle norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore del Comune di Roma per quanto riguarda i servizi pubblici di livello urbano”. 

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