Sabato, 19 Giugno 2021
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Ex Forlanini, la riqualificazione annunciata dalla Regione non decolla: “Manca una visione unitaria”

Dubbi sul proposito di realizzarvi la sede dell’Agenzia del farmaco. CGIL: “Sul progetto ancora troppe incertezze”

Troppe incertezze sul progetto legato alla trasformazione dell’ex Forlanini. Il complesso ospedaliero, dismesso nel 2015, è destinato ad ospitare l’agenzia europea del farmaco. Il proposito, a febbraio, è stato messo nero su bianco dalla Regione. Ma da allora si sono registrati pochi passi in avanti.

Un rallentamento inatteso

A suonare il campanello d’allarme ha provveduto la CGIL di Roma e del Lazio. Il sindacato, che ha preso parte ad un tavolo di confronto con la Regione proprio sulla riconversione dell’ex Forlanini, ha dichiarato di aver “registrato un forte rallentamento dei progetti e la mancanza di  una visione unitaria per il rilancio della struttura”. La delibera di Giunta regionale è stata firmata ormai da più di tre mesi e lo studio di fattibilità, affidato a LazioCREA, è anche partito. Ma il risultato per ora raggiunto non è ritenuto soddisfacente dal principale sindacato confederato.

La richiesta di maggiore chiarezza

“Sono troppe le incertezze anche sui primi interventi su cui si era convenuto - ha spiegato, in una nota, la CGIL di Roma e del Lazio - Se si vuole davvero riaprire il Forlanini e dare risposte concrete ai cittadini, serve uno scatto in avanti da parte dell’ amministrazione regionale, serve dire con chiarezza cosa si vuole realizzare e dove, con quali risorse e definire un crono-programma credibile, recuperando il tempo perduto in questi anni”.

La storia del Forlanini

Il complesso ospedaliero, inaugurato nel 1934, era inizialmente stato concepito come sanatorio per i malati di Tubercolosi. I padiglioni, inizialmente quattro ovvero subirono un progressivo ampliamento. La struttura ospedaliera, una sorta di cittadella di 170mila metri quadrati dislocati tra via Portuense, e via Ramazzini, venne dotata di un teatro, di un parco ricco di importanti essenze arboree, e di un prestigioso museo di Anatomia e Anatomo-Patologia.

Le dismissioni dell'ex complesso ospedaliero

Il complesso ospedaliero è stato dismesso nel 2015 dal presidente Zingaretti che, come commissario ad acta della Sanità, ha dovuto operare dei tagli per rientrare delle perdite fatte registrare nel settore. Il polo San Camillo Forlanini, d’altra parte, nel bilancio del 2014 era andato in rosso di 158 milioni di euro. La decisione di rinunciare ai suoi padiglioni è stata conseguente.

Ipotesi di rilancio ed ultimatum

Abbandonata l’ipotesi di vendere il complesso ospedaliero la Regione, che sul suo destino ha lanciato anche un processo partecipativo, nel corso degli anni si era detta interessata a varie ipotesi di riqualificazione.  L’ultima, formalizzata con una delibera di giunta, è quella legata alla sua ristrutturazione al fine di ospitare la sede dell’Agenzia della ricerca biomedica e “due strutture da destinare a RSA ed a Casa della salute in due edifici decentrati” aveva annunciato a febbraio l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato. Da allora però, stando a quanto segnalato dalla Cgil, si sono fatti pochi passi in avanti. “Se non avremo risposte concrete - ha intanto annunciato il sindacato - torneremo a mobilitarci per il Forlanini bene comune”. Suona come un ultimatum per la Regione.
 

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