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Piano di Zona Monte Stallonara: sit-in in Assessorato per chiedere strade e fognature

Decine di residenti di Monte Stallonara hanno protestato davanti l'Assessorato alla trasformazione urbanistica. Al Campidoglio si chiede di realizzare le opere necessarie per completare il piano di zona, rimasto incompiuto

Manca tutto a Monte Stallonara. Eppure, nel quartiere confinante con il Consiglio Regionale del Lazio, già ci vivono centinaia di persone. Tra strade prive di illuminazione pubblica ed ancora da asfaltare, con seri problemi legati alla gestione delle acque meteoriche, c’è  una comunità. Tanti cittadini delusi che, in mattinata, hanno protestato davanti l’assessorato alla trasformazione urbanistica.

LA VICENDA - “Voi Sbagliate, noi paghiamo”. Un grosso striscione, legato tra due pini, sintetizza la questione del Piano di Zona Monte Stallonara. “E’ nato nel 2003, ci vivono 700 persone  e ne sono previste 5mila. Ma il Comune, dopo aver dato l’autorizzazione ad edificare i palazzi – ci spiega Monica Polidori Presidente del CdQ – non ha rilasciato le autorizzazioni per le opere primarie”. Risultato? “Abbiamo strade di terra, che quando piove si allagano e quando c’è il sole sollevano polveroni. Invece non abbiamo l’illuminazione pubblica, siamo senza fogne e senza gas” aggiunge la cittadina.

IL FOSSO INTUBATO - Tanti disservizi, per risolvere i quali è in atto anche un contenzioso. “C’è un problema di invarianza idraulica che era stato segnalato già durante la conferenza dei servizi del 2009. In pratica – spiega Polidori – servono delle vasche dove raccogliere l’acqua piovana. Da lì poi  viene lentamente fatta defluire in un canale, il fosso di San Cosimato. Parte di questo fosso, parliamo di 200/300 metri, è stato intubato e non se ne erano mai accorti. Motivo per cui il Consorzio di Bonifica sta creando dei problemi”. Il timore dunque, in caso di forti piogge, è che l’area possa essere esposta ad un dissesto idrogeologico. “Se il Consorzio non da il nulla osta, non possiamo andare avanti con le opere di urbanizzazione. Il fatto però è che non sappiamo né quanto costino, e neppure chi debba pagare per queste vasche, che non erano previste nel Piano di Zona”.

LE RICHIESTE ED IL CONFRONTO - Situazione spinosa dunque, che i cittadini lamentano da anni e che vorrebbero portasse ad una soluzione.“Case, urbanizzazione, per ora solo chiacchiere!” si legge in un volantino con cui è stato lanciato l'appuntamento odierno davanti l'assessorato.  Alla protesta però, l'Assessore non si è visto, mentre vi hanno preso parte il Consigliere Regionale Fabrizio Santori quello capitolino Marcello De Vito ed il Consigliere Municipale Alessio Marini  (M5S). “A mio avviso, la decisione di non confrontarsi con i cittadini, gli ha fatto perdere qualche punto – commenta Monica Polidori, Presidente del CdQ – a lui avremmo chiesto un po’ di giustizia, e quindi di denunciare i dirigenti di Roma Capitale che non hanno fatto correttamente il proprio lavoro”.  Intanto però, il delegato Capitolino che ha incontrato i cittadini, ha fornito una data per un prossimo appuntamento. “Ci hanno invitato ad un tavolo tecnico che si svolgerà l’8 giugno, in Assessorato – conclude l’intervista la cittadina – noi ci saremo, speriamo sia utile”.

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