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Monte Stallonara terra dei fuochi? Per Arpa non è così. Insorgono i residenti: "Rilevazioni tardive"

L'Arpa ha installato un campionatore di polveri sottili il 30 agosto. Polidori (Comitato Monte Stallonara): "Nei primi dieci giorni d'incendio nessuna rilevazione. Cosa abbiamo respirato? Ora vogliamo i carotaggi promessi"

I fumi nell'area posta sotto sequestro

Il 20 agosto su una vasta superficie adiacente l'abitato di Monte Stallonara, si è verificato un incendio. Domate le fiamme, per giorni l'area ha continuato ad emettere, dal terreno, dei fumi sospetti. La zona, circa cento ettari, è stata così posta sotto sequestro preventivo.

L'intervento di Arpa: il campionatore

Su richiesta della Polizia locale l'Arpa ha attivato un campionatore di Polveri sottili.  "Si tratta dello strumento necessario per verificare la concentrazione di PM10" ha spiegato l'Agenzia regionale per la protezione ambientale. La centralina, sistemata a 300 metri dall'area interessata è stata utile anche per " valutare l’eventuale presenza in aria di specifiche sostanze inquinanti come idrocarburi policiclici aromatici (IPA), PCB e diossine".

Valori al di sotto dei limiti di legge

I dati dell'Arpa sono stati commentati, con una nota, dal Campidoglio. In relazione all’incendio che si è verificato il 20 agosto 2019 in località Monte Stallonara a Roma, si rende noto che, dalle analisi delle emissioni ricevute da Arpa Lazio, i valori sono risultati 'ampiamente inferiori al limite giornaliero' previsto dalla legge", pari a 50 µg/m3. Le misurazioni commentate, riguardano le concentrazioni di PM10 nelle giornate comprese tra il 30 agosto, quando è partita la rilevazione, fino al 4 settembre.

Concentrazioni PM10 monte stallonara-2

La rilevazione avviata dopo 10 giorni di fumi

"Quali erano i valori prima del 30 agosto? "chiede Monica Polidori, presidente del Comitato Monte Stallonara, preoccupata per le esalazioni respirate durante i primi giorni di incendio. "Servono carotaggi urgenti. Noi sospettiamo che lì sotto siano presenti grandi quantitativi di rifiuti. Sono stati interrati, come nella terra dei fuochi".

Il precedente preoccupante

Nell'agosto del 2017 a Monte Stallonara, durante le operazioni di scavo per le fognature, vennero rinvenuti dei rifiuti plastici. Erano stati interrati, prima che iniziasse l'urbanizzazione dell'area, sotto pochi metri di terreno. Un precedente che, per gli abitanti del quartiere, situato nella periferia ovest della Capitale, ha rappresentato il classico campanello d'allarme. 

I controlli richiesti

"I carotaggi ci erano stati promessi e lo stesso vale per l'incontro che la Sindaca, quando è venuta a fare il sopralluogo, ha detto che avrebbe presto convocato in Campidoglio. Una decina di giorni fa ci ha detto che questo confronto sarebbe avvenuto entro la fine di settembre ma ad oggi non abbiamo ancora rivevuto alcun invito – sottolinea la presidente del Comitato – le responsabilità vanno però divise e quindi spero che si attivi anche la Regione. Per ora, non ci ha chiamati nessuno". Il terreno intanto ha smesso di fumare. Una condizione che però non lascia tranquilli i residenti di Monte Stallonara, uno dei piani di zona più problematici della Capitale.

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