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Piano di zona Monte Stallonara, partono i cantieri. I cittadini: "Finalmente, ma sono una goccia nel mare"

Il comitato: "Aspettiamo la visita di Zingaretti e Valeriani". E sui balconi sventolano gli striscioni contro la nuova discarica

La soddisfazione per l’avvio dei cantieri per la realizzazione di opere di urbanizzazione attese da anni non cancella l’amaro in bocca dei cittadini di Monte Stallonara. “Riqualificare non inquinare”. “No a Malagrotta 2”. Gli striscioni esposti in riferimento al progetto che dovrebbe portare la nuova discarica di Roma a Monte Carnevale, non molto distante dal piano di zona e da Malagrotta, il vecchio invaso che per oltre trent’anni ha inghiottito tutti i rifiuti della Capitale. “Zingaretti e Valeriani (presidente della Regione Lazio e assessore all’Urbanistica, ndr) hanno scelto Settecamini e non Monte Stallonara, che tra l’altro è raggiungibile a piedi dalla Pisana, perché non hanno voluto metterci la faccia”, le parole di Monica Polidori, presidente del  Comitato Monte Stallonara. “Il piano di zona più disastrato di Roma, dove, dopo tanti anni di abbandono, vogliono costruire anche una nuova discarica. Siamo contenti che arrivino le opere, ma non possiamo dimenticare gli anni di ritardo”. 

L’inizio dei lavori è stato inaugurato mercoledì scorso con una visita di Zingaretti e Valeriani nel piano di zona di Settecamini, nella zona a nord est di Roma. Nello stesso giorno, però, è partita anche la prima tranche di lavori anche a Monte Stallonara, per un totale di 3 milioni di euro finalizzati alla realizzazione di una vasca di laminazione per la raccolta delle acque e per completare le strade e i marciapiedi mai terminati. L’intervento totale per Monte Stallonara ammonta a 13 milioni e 200 mila euro. I cantieri sono frutto di un protocollo tra Regione Lazio e Comune di Roma per utilizzare 56 milioni di euro di risorse inutilizzate per completare le opere nei piani di zona. Il Comune fornisce i progetti e la Regione, attraverso la partecipata Astral, bandisce le gare. I primi lavori sono iniziati mercoledì 3 marzo. 

Sicuramente una buona notizia per il piano di zona, notoriamente fra i più disastrati, se non il più  disastrato, della Capitale”, scrive il Comitato Monte Stallonara. “Altrettanto positiva la collaborazione tra comune e regione che auspichiamo possa proseguire sulla strada intrapresa. Una strada ancora molto lunga, perché a mancare non sono solo opere essenziali come strade e fogne, ma tutti quei servizi di cui l’intero quadrante è privo e che questo piano di zona avrebbe dovuto portare a beneficio di una cittadinanza a lungo dimenticata”, continuano. 

Per i cittadini del quadrante andrebbe presa in considerazione una riqualificazione dell’intero quadrante. Senza considerare la lunga vertenza portata avanti da molti residenti sull'utilizzo dei fondi pubblici per l'edilizia convenzionata da parte delle cooperative costruttrici, che hanno portato alla revoca dei finanziamenti da parte della Regione Lazio per alcuni operatori e all'annullamento delle convenzioni. Senza considerare l'inchiesta in corso per accertare la presenza di rifiuti interrati sotto alcuni palazzi. “Già abbiamo avuto occasione di evidenziare alle Amministrazioni le condizioni disastrose in cui versa tutta la zona, massacrata da anni di degrado e scandalosamente eletta a dimora per la nuova, ennesima, discarica di Rsu; il mostro di Malagrotta non era abbastanza”.

Per questo “l’avvio cantieri, purtroppo,  appare come una goccia in un mare nel quale siamo stanchi di nuotare. Serve uno sguardo più ampio ed il coraggio di ridare a questo territorio una dignità; realizzare opere che dovrebbero essere la normalità in un qualsiasi paese civile non possono generare entusiasmi in questa situazione”, hanno scritto. Il comunicato si conclude con un invito alle istituzioni: “Su questo ci confronteremo volentieri con l’assessore Montuori, che già ha confermato una sua prossima visita; attendiamo anche il presidente Zingaretti e l’assessore Valeriani, che, se avessero voluto inaugurare anche questi di cantieri, dal consiglio regionale sarebbero potuti arrivare facilmente a piedi. Sono comunque ancora in tempo, li aspettiamo”.

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