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Monte Stallonara, il quartiere fantasma ancora senza fogne: "Bloccati i lavori per l'allaccio"

C'è chi ha comprato case ancora inabitabili, e aspetta da anni le opere di urbanizzazione. Dario Nanni, presidente della Commissione Lavori Pubblici: "Stiamo facendo il possibile, troppi vicoli ciechi"

Ci mancava solo il fosso intubato da un privato a bloccare Monte Stallonara, il quartiere-cantiere della Valle Galeria dove ci sono le case, ma non le fogne, non il gas, non l'impianto idrico. Le ultime dalla città fantasma, bloccata in un piano di zona del 2003, il B50, mai decollato, parlano di problemi legati all'allaccio fognario. 

"Parte del fosso di collegamento per le tubature di scarico delle acque bianche è stato intubato da un privato. Il Comune gli ha fatto causa ma lui ha fatto ricorso, e ora i lavori sono bloccati". A raccontarcelo è Stefano, del Comitato Monte Stallonara Onlus. Lui lì ha comprato casa, come tanti altri romani attratti dai canoni ribassati dell'housing sociale, previsti dal piano di zona. 

Ma lui, come gli altri, scontano la beffa: un quartiere senza servizi, quelli essenziali, dove non solo chi paga il mutuo non può entrare in casa ma è costretto a pagare un altro affitto mentre aspetta. E quanto durerà l'attesa non è dato saperlo. C'è chi qualche palazzina già la abita, gli assegnatari delle cooperative sociali che hanno pagato la loro quota per la costruzione, e che ancora vanno avanti con fosse biologiche e bombole di gpl. Una storia lunga un decennio, fatta di cavilli e impasse amministrativi. 

LA STORIA - Approvato nel 2003, il piano parte solo tre anni dopo, perché in parte delle aree interessate emergono piccole discariche abusive. Avviati i lavori nel 2007 vengono fuori problemi di capacità fognaria che richiedono per Acea un raddoppio del collettore già esistente. Servono più soldi, troppi per far partire il bando di gara secondo le nuove norme europee varate nel frattempo. 

La giunta Alemanno divide lo stanziamento in più stralci, per aggirare l'ostacolo e non superare la quota prevista dalle nuove normative. Il bando dell'ISVEUR, consorzio di gestione delle opere, esce a luglio del 2012. Ora c'è il blocco sull'allacciamento fognario, di cui sopra, e problemi anche all'allaccio idrico. Un altro bando, stavolta di Acea, un altro vincitore che però non può partire col cantiere, per controlli in corso sull'offerta.

Un pantano vero, di quelli burocratici, logistici, economici, in cui le scorse amministrazioni sono rimaste incastrate. E che oggi tocca al governo Marino. "Abbiamo affrontato la questione appena ci siamo insediati. Tre commissioni e decine e decine di riunioni che ancora non hanno portato a nulla". Dario Nanni, presidente della Commissione Lavori Pubblici, ha ben presente il quadro. In continuo contatto con i cittadini per sbrogliare la matassa, esprime tutte le sue perplessità sui piani in zona in quanto tali, o meglio, su come sono stati progettati sul territorio romano. 

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"Nel 2009 sono stato l'unico consigliere a votare contro, non perché non sia d'accordo con la costruzione di case a canoni ribassati per agevolare fasce sociali in difficoltà. Ma non lo si può fare se non si ha la certezza di poter garantire a quelli stessi cittadini dei servizi degni di questo nome". E Monte Stallonara non può certo vantarli. 

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