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Il sogno del post Malagrotta si trasforma nell'incubo Monti dell'Ortaccio

Si sono riuniti tra via Pisana e via di Ponte Galeria. Poi, dopo gli interventi dei presidenti Paris e Bellini i manifestanti hanno dato vita a un corteo spontaneo verso la discarica

Monti dell'Ortaccio, Massimina, Ponte Galeria, Monte Stallonara e Malagrotta: un fazzoletto di terra ad ovest di Roma interessato dal vivo, giorno dopo giorno, dalla discarica, per trent'anni da quella di Malagrotta e ora in un futuro forse molto prossimo, da quella di Monti dell'Ortaccio. I residenti e i comitati contro la discarica si sono riuniti oggi nel piazzale all'incrocio tra via della Pisana e Ponte Galeria dove hanno urlato il loro no "ai rifiuti sotto casa". Con loro c'erano i presidenti Paris e Bellini del XV e XVI municipio intervenuti per esprimere il "no istituzionale" dei due municipi.

Prima Paris ha preso il microfono per sottoineare le ragioni che lo vedono contrario alla nuova discarica, quindi Bellini ha sottolineato l'eccedenza di casi di tumori registrati nella zona e a queste parole un alto coro di approvazione si è levato dai cittadini presenti, come quelle di Linda che dice: "Io ho avuto tre tumori, mio marito anche e ora faccio la chemio". Terminata la conferenza stampa i cittadini presenti si sono diretti spontaneamente verso i cancelli della discarica di Malagrotta, distante qualche centinaio di metri, lì hanno bloccato il traffico per circa un'ora manifestando le ragioni della loro protesta. Alcuni di loro dai megafoni hanno urlato: "Dove sono i politici ora? Avevano promesso che sarebbero venuti con il tricolore, che si sarebbero incatenati ai cancelli, dove sono ora?".

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Un uomo che vive nei pressi della discarica ci ha detto: "Qui è impossibile vivere, d'estate dobbiamo tenere le finestre chiuse, in particolare il sabato e la domenica c'è sempre puzza e la strada è continuamente invasa dai camion dell'immondizia". Gli fa eco un altro: "La strada è impraticabile, io camion perdono liquami e l'asfalto è sempre sporco. In casa mia non si può bere neanche più l'acqua".

I manifestanti sono rimasti in presidio armati di striscioni, megafoni e trombette fino alle 13. Si sono registrati alcuni momenti di tensione quando alcuni automobilisti hanno tentato di passare attraverso le persone presenti sull'incrocio. I residenti, esasperati e disperati dalla presenza della vecchia discarica e tormentati dall'incubo di quella nuova hanno continuato a rimanere compatti davanti al cancello di Malagrotta fino alle 13, momento in cui è giunta sul posto una volante della polizia che ha cominciato a convincere i cittadini a liberare la zona. Quindi l'interventoi di altri rappresentanti delle forze dell'ordine ha convinto definitivamente i presenti a liberare la strada.

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